Prenderà il via a breve la contrattazione sulla sezione normativa del contratto relativo al triennio 2025-27 per il personale scolastico, trattativa che segue quella sulla parte economica sulla quale lo scorso 1 aprile è stato trovato l’accordo definitivo: la prossima settimana, martedì 12 maggio, e poi martedì 26 maggio, i sindacati rappresentativi si recheranno all’Aran per i primi due incontri finalizzati alla revisione delle norme che regolano la vita professionale di oltre un milione e trecentomila dipendenti dei comparti Istruzione e Ricerca pubblica.
I nodi
Tra i punti da trattare vi sono il riscatto agevolato della laurea ai fini dell’anticipo pensionistico, la reintroduzione del doppio canale di reclutamento, l’assegnazione provvisoria anche per chi ha figli fino a 16 anni, l’introduzione dei buoni pasto, dalla revisione della tabella degli scatti di anzianità, con il ritorno del primo scaglione a 3 anni e il passaggio allo scaglione successivo massimo ogni quadriennio, la ricostruzione di carriera con validità totale del servizio svolto negli istituti paritari alla mobilita intercompartimentale per il personale che esprime tale aspirazione, il fondo specifico da destinare per il personale scolastico, l’introduzione di una Carta dei servizi equa che coinvolga anche le categorie di lavoratori, come i precari con supplenza breve e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Pacifico (Anief): “Lavorare a piano condiviso”
“Dobbiamo lavorare in modo serrato con l’Aran – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – per arrivare a realizzare un piano di revisione delle norme il più possibile condiviso: i lavoratori della scuola, supplenti, immessi in ruolo e a fine carriera, chiedono da tempo di introdurre delle disposizioni contrattuali che rispondano ad esigenze reali: l’organizzazione di lavoro, l’assegnazione di compensi giusti, l’introduzione di benefit ormai consueti per tutte la altre amministrazioni pubbliche e private, la possibilità concreta di fare carriera, l’equiparazione generalizzata dei diritti, sono solo alcuni esempi di come le professionalità scolastiche potrebbero e dovrebbero funzionare meglio. Abbiamo l’opportunità per cambiare le cose, è giusto fare in modo che questo si traduca in realtà”, conclude Pacifico.
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