L’esame di Maturità 2026 è sempre più vicino e il toto-tracce punta verso i grandi nomi della letteratura italiana per la prima prova scritta. Tra gli autori da tenere d’occhio c’è anche Alessandro Manzoni, un grande classico che gli studenti conoscono soprattutto grazie a “I promessi sposi”. Nonostante la sua centralità nei programmi scolastici, Manzoni manca dalle tracce della prima prova dal 1996: un’assenza lunga, che lo rende un candidato credibile per l’analisi del testo, sia in prosa sia in poesia, per quest’anno.
Perché Manzoni è tra i favoriti
Manzoni rappresenta uno degli autori più solidi su cui il MIM potrebbe puntare per una traccia equilibrata e completa nella prima prova di Maturità. Il fatto che non venga proposto da anni aumenta le probabilità di un suo ritorno, soprattutto considerando che è prevista sia una traccia di poesia sia una di prosa: entrambe sono infatti perfettamente compatibili con la sua produzione.
A rafforzare la sua “attualità”, inoltre, c’è anche il dibattito emerso recentemente: nelle nuove Indicazioni Nazionali per i licei, infatti, si discute della possibilità di non rendere più obbligatoria la lettura de “I promessi sposi” nel biennio, rimandandola agli anni successivi e lasciando più libertà ai docenti nella scelta dei testi. Questa decisione ha acceso un confronto tra chi considera Manzoni ancora centrale e chi lo vede come simbolo di una scuola troppo legata al passato. Ed è proprio questo contesto rende ancora più interessante una sua possibile presenza all’esame: proporre Manzoni significherebbe riportare al centro un autore che è sempre stato fondamentale per la letteratura italiana.
Cosa ripassare
Per affrontare una possibile traccia su Alessandro Manzoni è importante partire dalla biografia, senza però limitarsi ai dati essenziali. Nato a Milano nel 1785, attraversa una fase illuminista prima della conversione religiosa, che diventa centrale nella sua visione della storia: la Provvidenza è il principio che guida gli eventi e dà senso anche alle vicende più dolorose.
L’opera principale da conoscere è ovviamente “I promessi sposi”. Non basta ricordare la trama: è fondamentale comprendere i temi chiave, come la giustizia, il ruolo degli umili, la critica alle ingiustizie sociali e il rapporto tra individuo e potere. La scelta di mettere al centro personaggi “comuni” è uno degli elementi più innovativi del romanzo.
Oltre al romanzo storico, basato sulla verità dei fatti e sulla centralità dell’uomo, vanno ripassate anche le tragedie, in particolare “Adelchi” e “Il conte di Carmagnola”, che affrontano il conflitto tra individuo e storia, e le odi civili, tra cui spicca “Il cinque maggio”, uno dei testi più adatti a un’analisi del testo per la sua struttura breve ma densa.
Dal punto di vista stilistico, Manzoni punta su una lingua chiara e accessibile, frutto di un lungo lavoro di revisione. Il suo obiettivo era creare un italiano comprensibile e unitario, basato sul fiorentino parlato: un aspetto che può emergere anche nelle domande di analisi. In sede d’esame, la chiave è dimostrare di saper collegare il testo alla sua visione della storia e della società. Preparare Manzoni significa quindi non solo studiare un autore “classico”, ma allenarsi su un modello perfetto di analisi, capace di unire comprensione, interpretazione e riflessione critica.
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