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Le lauree più richieste nel 2026 per trovare lavoro

Marco Vesperini by Marco Vesperini
27 Aprile 2026
in Università
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Cercare di capire quali sono gli sbocchi professionali dopo gli studi non è mai facile e, di conseguenza, scegliere l’università migliore per indirizzare il futuro professionale non sempre può risultare una scelta. Esistono però alcune lauree più richieste di altre e che tendono a fornire maggiori opportunità di lavoro in Italia e all’estero. A sottolinearlo sono i dati aggiornati di Almalaurea e del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere.

Un primo dato, interessante, da considerare è che risulta essere sempre più in crescita la domanda di laureati in alcuni settori specifici come quello dell’ingegneria, dell’area medico-sanitaria, dell’economia e delle ICT (Information and Communication Technology). Si tratta di ambiti che, in modo più marcato di altro, riescono a garantire significativi tassi di occupazione ma anche importanti prospettive di carriera, anche ad alcuni anni dal conseguimento della laurea.

Stando a quanto previsto dal Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere e Ministero del Lavoro) per il periodo 2024-2028, il sistema economico del nostro Paese dovrebbe creare un fabbisogno occupazionale complessivo pari a poco meno di 4 milioni di nuovi lavoratori. E, in questo quadro, possedere il titolo accademico giusto può valere una carta in più. Anche perché, secondo gli esperti, circa il 35% di questa enorme domanda riguarderà profili in possesso di istruzione terziaria e universitaria. 

Dalla green economy all’IA

Quello che è emerso, più di recente, è che anche nel 2026 le imprese cercano maggiormente profili dotati di elevate competenze tecniche, spesso e volentieri che abbiano maturato studi o esperienze in ambiti quali la green economy e l’innovazione digitale. Oggi, poi, la presenza sempre più massiccia e diffusa dell’Intelligenza Artificiale, richiede in maniera notevolmente più ampia rispetto al passato figure come esperti capaci di istruire ed interpretare i nuovi processi tecnologici odierni.

Ma quali sono i settori che, nel 2026, cercano più neo laureati? E, di conseguenza, quali ambiti universitari possono offrire maggiorni opportunità lavorative? Sono cinque, nello specifico, le macro-aree che attualmente possono rientrare tra le più significative in questo senso. Si tratta dell’area economico-statistica, di quella dell’insegnamento e della formazione, di quella medico-sanitaria e, ancora di quella dell’ingegneria e, infine, dell’area informatica e ICT. 

Le discipline STEM

I dati raccolti in questo senso danno indicazioni piuttosto chiare. A uno e a cinque anni dal conseguimento del titolo, le discipline STEM (acronimo che sta per Science, Technology, Engineering, Mathematics) e quelle dell’area medica offrono una più ampia gamma di possibilità professionali post laurea e, di fatto, spiccano nelle classifiche dell’occupabilità, arrivando a toccare la quota del 90% degli occupati stabili.

Uno degli ambiti in cui c’è maggior richiesta ma pochi professionisti realmente pronti è proprio quello che riguarda l’informatica e le nuove tecnologie. Basti pensare che, sovente, succede che aziende di settore facciano quasi a gara per assumere specialisti in cybersecurity, cloud computing, data science e intelligenza artificiale. E, per chi rientra in questa ricerca, le possibilità economica, vista la situazione, sono anche particolarmente importanti. 

Altre lauree richieste sul mondo del lavoro

Risultati significativi, con una ricerca dunque piuttosto attiva, sono stati segnalati si anche per il comparto legato all’architettura e all’ingegneria civile, che, sostenuto dalle opere infrastrutturali del PNRR e dalla riqualificazione urbana, arriva ad ottenere oltre il 93% degli occupati tra coloro che hanno scelto di seguire questi specifici percorsi universitari. Ad oggi, aprono notevoli opportunità anche le lauree in ingegneria industriale e dell’informazione anche perchè esiste una notevole richiesta di professionisti che abbiano le skill necessarie per progettare, gestire e ottimizzare processi produttivi complessi, reti di telecomunicazioni, sistemi di automazione industriale, robotica e infrastrutture correlate al tema della transizione energetica. Come già ribadito, grande apertura sul lavoro arriva dalle lauree in informatica e tecnologie ICT che arrivano a proporre un’occupazione gratificante per oltre il 94% dei neo laureati.

Ad oggi, aprono notevoli opportunità anche le lauree in ingegneria industriale e dell’informazione anche perchè esiste una notevole richiesta di professionisti che abbiano le skill necessarie per progettare, gestire e ottimizzare processi produttivi complessi, reti di telecomunicazioni, sistemi di automazione industriale, robotica e infrastrutture correlate al tema della transizione energetica. Come già ribadito, grande apertura sul lavoro arriva dalle lauree in informatica e tecnologie ICT che arrivano a proporre un’occupazione gratificante per oltre il 94% dei neo laureati.

Come già accennato, un evergree anche nel 2026 resta l’ambito economico e statistico che garantisce un tasso di occupazione superiore al 91%. Da qui possono uscire professionisti abili nel lavorare nel marketing, nella finanza aziendale, ma anche nella gestione delle risorse umane o nella consulenza direzionale internazionale. Tassi significativi di occupazioni riguardano, in conclusione, anche i laureati dell’ambito agrario-forestale e veterinario o ancora quelli che scelgono matematica, fisica e chimica.


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