I docenti con genitori anziani potranno chiedere di lavorare per un anno più vicino a casa. Come previsto da un emendamento del Decreto Pnrr, approvato ieri in via definitiva dal Senato, gli insegnanti avranno la facoltà di fare domanda per l’assegnazione provvisoria in una scuola, sita vicino al luogo di residenza di un familiare con più di 65 anni, senza rinunciare alla sede di titolarità. Ecco cosa cambia.
L’emendamento (18.7), approvato durante l’esame del testo in Commissione Affari Costituzionali della Camera, modifica il nuovo contratto integrativo sulla mobilità che aveva confermato la deroga al vincolo triennale sui trasferimenti solo per i ricongiungimenti dei docenti con figli di età inferiore ai 14 anni. In precedenza, la deroga consentiva di aggirare il vincolo di triennale della sede assegnata solo tramite trasferimenti definitivi. La norma attuale apre invece alla possibilità di chiedere uno spostamento temporaneo che potrà essere rinnovato di anno in anno secondo l’effettiva disponibilità dei posti e le procedure annuali di mobilità.
L’obiettivo
Scopo della misura è quello di consentire agli insegnanti di avvicinarsi al nucleo familiare conservando la titolarità acquisita sulla cattedra e prestare eventualmente assistenza a un genitore anziano senza dover ricorrere necessariamente alla Legge 104 che dà diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese. Lo stesso emendamento, presentato dalla deputata Giovanna Miele (Lega), prevede la possibilità di iscrizione, a partire dall’anno scolastico 2026-27, negli elenchi regionali annuali per gli aspiranti docenti vincitori del concorso straordinario 2020. Per i candidati alla cattedra si apre così la possibilità di partecipare alle immissioni in ruolo di settembre senza tuttavia intaccare le prerogative di chi ha sostenuto il concorso nella stessa regione dove chiede l’iscrizione.
Gli Its Academy
In materia di scuola, il nodo dei trasferimenti temporanei non è l’unica novità contenuta nel Decreto Pnrr sul quale l’Aula di Palazzo Madama ha confermato la fiducia chiesta dal governo con 101 voti favorevoli, 63 contrari e 2 astensioni. Dal prossimo anno scolastico debutta la riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Circa 10mila studenti iscritti avvieranno, per la prima volta, un percorso di sei anni dei quali i primi quattro svolti come istruzione superiore e gli ultimi due come ITS Academy.
A tenere banco nelle scorse settimane è stato tra gli altri temi l’introduzione di nuove discipline come l’ora settimanale di “Scienze sperimentali” che dovrebbe assorbire biologia, chimica, fisica e scienze della terra. Dopo le obiezioni di sindacati e associazioni di categoria, il ministero ha risposto che non sono previste nuove classi di concorso e l’insegnamento andrà ripartito fra i docenti delle varie materie. Sempre sul fronte degli ITS Academy il decreto sul Piano nazionale di ripresa e resilienza proroga dal 30 marzo al 30 giugno 2026 il termine per il completamento dei nuovi laboratori tecnologici 4.0 finanziati con fondi del recovery, valore complessivo oltre 600 milioni di euro. Nel provvedimento viene inoltre prevista la possibilità per le Fondazioni Its di autorizzare l’utilizzo temporaneo dei laboratori anche a soggetti terzi, a partire dalle imprese che operano nei settori tecnologici di riferimento.
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv





