La settimana al via oggi potrebbe essere quella decisiva per il varo della stretta sulla sicurezza che, dopo i fatti di La Spezia, dovrebbe riguardare da vicino anche il mondo della scuola. In attesa di conoscere il punto di caduta della trattativa interna tra i vari ministeri ed esterna con il Quirinale, con annesso spacchettamento delle varie norme in un Dl e un Ddl. L’accoltellamento a morte del 18enne Abanoub Youssef per mano del suo compagno diclasse Zouhair Atifil avrebbe rafforzato la convinzione dell’esecutivo di inasprire le pene per chi viene sorpreso con addosso un’arma da taglio. Fin anche un’aggravante per chi commette reati nei pressi dispecifici luoghi come le scuole, oltre al divieto di vendita di lame e coltelli sul web. Riguardo, invece, ai controlli con metal detector, questi ultimi verranno affrontati in altra sede, lasciando spazio ad uno o più provvedimenti amministrativi come circolari del Viminale in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Un ddl preventivo per promuovere reti educative
Ci sarebbe allo studio, poi, un disegno di legge per una norma di carattere preventivo per promuovere reti educative territoriali con al centro le famiglie in alleanza con il mondo della scuola e dello sport. In nome della stessa ottica di prevenzione che ha spinto l’anno scorso Valditara a introdurre una stretta sul voto in condotta di cui si vedranno per la prima volta i frutti proprio in questi giorni. In coincidenza con la fine del primo quadrimestre, infatti, in caso di voto inferiore a sei, lo studente dovrà essere coinvolto in attività di cittadinanza attiva e solidale. Con le nuove regole, nella valutazione del comportamento peseranno atti violenti o di aggressione nei confronti di docenti, studenti e del personale scolastico. Con il cinque scatta la bocciatura. Cambieranno, poi, anche le sospensioni: se supereranno i due giorni gli studenti dovranno essere coinvolti in attività di cittadinanza solidale in strutture.
L’obiettivo è quello di scoraggiare comprotamenti aggressivi e al tempo stesso non lasciare soli chi li ha commessi. I numeri rilasciati di recente da Save The Children, con il supporto dei ministeri della Giustizia e dell’Interno, evidenziano troppe armi bianche, oggetti come tirapugni e simili, in mano agli studenti. Nell’arco di un quinquennio i minori segnalati per uso di armi improprie sono raddoppiati. Dal 2019 al2024 sono passati da 778 a 1946. Nel solo primo semestre 2025 le segnalazioni hanno raggiunto i 1096.
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