L’Unione europea ha dato il via libera a un’ulteriore estensione delle sanzioni nei confronti della Russia, includendo il blocco degli asset di persone e entità legate al Cremlino. La decisione, approvata da tutti gli Stati membri, fa parte di un pacchetto di misure mirate a intensificare la pressione economica e finanziaria sulla Russia a causa del conflitto in Ucraina.
Secondo quanto riferito da ANSA, la nuova stretta prevede il congelamento di beni e disponibilità finanziarie appartenenti a una lista ampliata di soggetti ritenuti coinvolti nel sostegno alla guerra o nelle strutture di potere russe. L’obiettivo dell’azione è ridurre ulteriormente la capacità di Mosca di finanziare operazioni militari e influire sulla politica ucraina.
La decisione arriva dopo settimane di negoziati tra i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione, che hanno concordato sulla necessità di rafforzare l’efficacia delle misure già in vigore. Tra gli elementi chiave dell’accordo figura anche l’intenzione di contrastare tecniche di elusione adottate per aggirare le sanzioni esistenti.
Nel corso della riunione, i rappresentanti europei hanno sottolineato l’importanza di mantenere un fronte compatto nei confronti di Mosca, non solo per l’Ucraina, ma anche per la sicurezza e la stabilità dell’intera Unione. In una dichiarazione congiunta è stato ribadito che «l’unità sulle sanzioni è un segnale fondamentale della determinazione europea».
Le nuove misure entreranno formalmente in vigore nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, e si aggiungono a un lungo elenco di restrizioni adottate fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Tra queste, già figurano divieti di esportazione di tecnologie strategiche, limiti all’accesso dei mercati finanziari e sanzioni individuali contro esponenti della classe politica e militare russa.
La reazione di Mosca non si è fatta attendere: fonti russe hanno definito le nuove sanzioni «ingiustificate e dannose», ribadendo la contrarietà alle misure che, a loro avviso, colpiscono anche relazioni economiche legittime. All’interno dell’Unione, invece, molti Stati hanno sottolineato come l’intensificazione delle sanzioni rifletta la volontà di sostenere Kiev e di rendere più costoso per la Russia il proseguimento del conflitto.
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