Venerdì 12 dicembre 2025 è in programma uno sciopero generale nazionale proclamato dal sindacato CGIL, contro quella che definisce una “legge di bilancio ingiusta e insufficiente”.
Chi protesta e perché
Secondo la CGIL, la manovra economica presentata dal governo non risponde alle esigenze di lavoratrici, lavoratori e pensionati.
Le richieste alla base dello sciopero includono:
- un aumento dei salari e una reale revisione dei contratti lavorativi, soprattutto nel pubblico impiego;
- misure più efficaci contro la precarietà e per la stabilizzazione dei lavori atipici;
- investimenti consistenti in sanità, istruzione e servizi pubblici, con particolare attenzione a scuola, diritti del lavoro e welfare;
- una riforma fiscale ritenuta più equa e la neutralizzazione del cosiddetto “fiscal drag”, che secondo il sindacato ha penalizzato molte famiglie nei recenti anni.
Per il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, “questa manovra non aumenta i salari” e rischia di aggravare le condizioni di vita e lavoro.
Settori coinvolti e possibili disagi
Lo sciopero riguarda lavoratori sia del settore pubblico che privato — incluse le attività appaltate — e si estende a una larga fetta di categorie: istruzione, trasporti, sanità, pubblica amministrazione, servizi locali.
Tra i comparti più esposti troviamo:
- Trasporti pubblici e locali: bus, metrò, treni sono a rischio interruzioni o forti riduzioni del servizio.
- Scuola e università: docenti, personale ATA e del settore formazione aderiranno allo sciopero, con possibile sospensione delle attività didattiche.
- Sanità e servizi sociali: alcune prestazioni non urgenti o in regime ordinario potrebbero subire ritardi o sospensioni.
- Pubblica amministrazione, enti locali e altri servizi di pubblica utilità, con vari livelli di coinvolgimento.
Sono previste anche manifestazioni e mobilitazioni in molte città, con possibili disagi in orari critici.
Obiettivi dello sciopero: cosa chiede la CGIL
Con questa mobilitazione, la CGIL intende premere sul governo per ottenere:
- un serio aumento del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni;
- investimenti forti e duraturi in istruzione, sanità pubblica e servizi sociali;
- misure contro la precarietà e per garantire stabilità nel lavoro, con regole chiare e trasparenti;
- una riforma fiscale che sia davvero equa, con una redistribuzione del carico fiscale e attenzione al potere d’acquisto dei ceti medi e bassi;
- investimenti pubblici che contrastino il degrado di servizi fondamentali e riducano le disuguaglianze.
La CGIL ha invitato lavoratori, pensionati, giovani e famiglie a mobilitarsi e partecipare, sottolineando che lo sciopero non è solo contro una legge di bilancio, ma per chiedere un cambiamento reale nelle condizioni di vita e di lavoro.
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