A Roma un corteo oceanico ha attraversato il centro della capitale per chiedere la fine del genocidio a Gaza e sostenere la Global Sumud Flotilla. Oltre 50mila persone, partite da piazza Vittorio con fiaccole e striscioni, hanno sfilato fino al Colosseo e poi verso la Piramide Cestia: «Siamo l’equipaggio di terra, se bloccano le navi blocchiamo tutto», il coro che ha scandito la manifestazione.
Si tratta di una delle più grandi manifestazioni per la Palestina a Roma, con la partecipazione di centinaia di associazioni, movimenti e cittadini comuni che non vogliono restare in silenzio di fronte alla tragedia di Gaza.
Intanto la Flotilla per Gaza – circa quaranta imbarcazioni con a bordo anche parlamentari italiani – sta navigando verso la Striscia per portare beni di prima necessità a una popolazione allo stremo dopo due anni di bombardamenti e assedio. «Finalmente siamo tantissimi, insieme possiamo fare la differenza» ha dichiarato Tony La Piccirella, attivista della Flotilla, collegato dal porto di Tunisi: «qui l’accoglienza è stata totale».
Alla fine del corteo, davanti alla Piramide Cestia – illuminata dalla proiezione “Gaza we are coming” – si è respirata la Storia: volti commossi, abbracci e bandiere al cielo. «Nonostante il vuoto delle istituzioni e la complicità dei governi, questa folla dimostra che l’umanità non è perduta».
Un evento che resterà impresso come segno di resistenza civile e solidarietà internazionale, capace di superare muri, confini e silenzi.
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