La Sapienza Università di Roma e l’ Università di Bologna, sono al primo posto delle classifiche del Rapporto Università 2026 realizzato dalla Fondazione Italia Education e presentato nel corso della diciottesima edizione dello Young International Forum a Roma. Con un Iqa (Indice qualitativo di attrattività) di 83, i due atenei precedono l’Università di Padova con 81, mentre tra gli atenei medi guida Pavia con 76, davanti a L’Aquila con 75, tra i piccoli invece, si distingue il Piemonte Orientale con 73. Il Politecnico di Milano è primo nella categoria dei politecnici con 73, mentre tra le università private e non statali la Bocconi raggiunge il valore più alto, con 73.
“Il primato di Sapienza nell’Indice Qualitativo di Attrattività si inserisce in un percorso di riconoscimenti che vede il nostro Ateneo ai vertici anche dei principali ranking internazionali” ha commentato al CorriereUniv la rettrice Antonella Polimeni. “Questi risultati riflettono la qualità della nostra offerta formativa, la crescente apertura internazionale e il legame con il territorio, e sono il frutto del lavoro dell’intera comunità universitaria. Il nostro impegno è consolidare questo percorso, continuando a investire nell’innovazione didattica e nella qualità dei servizi, per rispondere alle esigenze di una comunità studentesca sempre più internazionale” ha concluso la rettrice.
Il rapporto introduce appunto l’Iqa – Indice Qualitativo di Attrattività, elaborato sulla base dei dati ufficiali del ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) e riferito a 81 università statali e non statali e analizza il sistema universitario attraverso diverse dimensioni: capacità di attrarre studenti, internazionalizzazione, rapporto con il territorio, equilibrio di genere, contribuzione, specializzazione disciplinare ed esiti. “Il valore principale del Rapporto è orientativo” spiega Stefano Ubertini presidente del Comitato scientifico della Fondazione e estensore del rapporto. “Mette insieme dati, aperti a tutti ma non sempre di facile fruizione, e prova a trasformarli in uno strumento utile per studenti e famiglie. Non solo per confrontare gli Atenei, ma per capire meglio le differenze tra discipline, territori e profili universitari. A volte una scelta cambia proprio quando emerge un elemento che prima non si vedeva: una maggiore apertura internazionale, una particolare forza in un’area disciplinare, un legame più stretto con il territorio. L’obiettivo è offrire più elementi per leggere le alternative e arrivare a una scelta più consapevole” ha spiegato Ubertini.
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