Nel 2025 il linguaggio dei social media ha confermato la sua capacità di plasmare non solo la comunicazione digitale, ma anche le tendenze culturali e i comportamenti degli utenti. Tra termini virali, espressioni gergali e parole che riflettono tensioni sociali e tecnologiche, l’anno che si sta per chiudere offre uno specchio utile per comprendere come evolve la conversazione online.
“6-7”: dal meme alla parola dell’anno
Il fenomeno linguistico più sorprendente del 2025 è stato senza dubbio “6-7” (spesso scritto “67” o “six-seven”), eletto parola dell’anno da Dictionary.com in quanto espressione emblematica del linguaggio dei social. Nato su piattaforme come TikTok, dove è stato ripetuto in migliaia di video e montaggi, il termine non ha un significato letterale definito: esso funziona piuttosto come marcatore di gruppo, un modo per segnalare appartenenza a una community o un trend virale tra i più giovani. La sua diffusione è stata amplificata anche da un brano musicale, Doot Doot (6 7) del rapper Skrilla, che ha contribuito a radicare l’espressione nella cultura digitale dell’anno.
La viralità di “6-7” racconta di un linguaggio che si sviluppa non tanto per veicolare un contenuto semantico forte, quanto per creare connessioni rapide e simboliche tra utenti: un linguaggio di apparenza, ritmo e meme, che spesso trascende la logica del significato comune.
Termini tecnici e concetti culturali in ascesa
Accanto alle espressioni gergali, il 2025 ha visto l’affermazione di parole più “tecniche” o concettuali che riflettono l’influenza crescente della tecnologia e dei modelli di intelligenza artificiale sulla comunicazione sociale. Termini come agente — usato per descrivere sistemi capaci di agire in autonomia — e bias, riferito tanto ai pregiudizi algoritmici quanto a quelli sociali, sono entrati nell’uso diffuso.
Un altro esempio è aura farming, definito come la pratica di coltivare intenzionalmente la propria immagine e presenza sui social per attirare attenzione. Parole di questo tipo riflettono come l’interazione online sia sempre più stratificata: non solo condivisione di contenuti, ma costruzione di sé come “marca” e di relazioni basate su percezione e visibilità.
Dizionari e lessicografi indicano i trend linguistici
Le scelte dei principali dizionari internazionali offrono un’ulteriore lente interpretativa. Cambridge Dictionary, per esempio, ha indicato parasocial come una delle parole chiave del 2025: un termine che descrive relazioni unilaterali fra pubblico e personaggi mediatizzati — un fenomeno amplificato dall’uso massiccio di influencer e dalla dipendenza affettiva che alcune piattaforme generano fra creatori di contenuti e follower.
Queste scelte riflettono due dimensioni del linguaggio digitale: da un lato la capacità dei social di trasformare espressioni settoriali o tecniche in termini di uso comune, dall’altro l’importanza crescente di concetti legati alle dinamiche della tecnologia, dei media e della cultura partecipata.
Il rapporto con i motori di ricerca e la cultura digitale
Anche se non strettamente legate ai social media, le classifiche delle parole più cercate tramite motori come Google forniscono ulteriore contesto sul clima sociale del 2025. Temi legati allo spettacolo e allo sport — con nomi come Lucio Corsi o termini come Serie A — si intrecciano con ricerche su concetti più complessi come parafilia o separazione delle carriere, indicando un pubblico digitale che spazia dalla curiosità popolare al desiderio di comprendere fenomeni sociali e culturali profondi.
Queste tendenze mostrano come le piattaforme social e i motori di ricerca non siano compartimenti isolati, ma facciano parte di un ecosistema di comunicazione in cui parole e concetti circolano, si sovrappongono e si trasformano rapidamente.
Un linguaggio in continua evoluzione
Il 2025 conferma che il linguaggio dei social media non è solo un repertorio di slang o meme effimeri, ma un fenomeno dinamico che riflette i cambiamenti culturali, tecnologici e sociali in atto. Parole come “6-7”, insieme ai concetti emergenti nei dizionari e nelle classifiche di ricerca online, tracciano un profilo della comunicazione digitale come spazio in cui identità, tecnologia e comunità si intrecciano costantemente.
In un mondo in cui la conversazione pubblica si gioca sempre più sul piano digitale, comprendere quali parole dominano i social significa anche comprendere ciò che una generazione pensa, desidera e discute. Il 2025 è stato, in questo senso, un anno in cui il linguaggio ha agito come specchio e come strumento attivo di un cambiamento culturale profondo.
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