Bernini: “Valorizziamo le competenze e rendiamo strutturale il lavoro dei giovani ricercatori”
Il Ministero dell’Università e della Ricerca investe nel futuro della ricerca italiana. Con un nuovo piano straordinario di reclutamento, università ed enti di ricerca potranno assumere fino a 2.000 ricercatori, grazie a un finanziamento complessivo che raggiungerà 60,7 milioni di euro l’anno.
Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato i decreti attuativi previsti dalla Legge di Bilancio 2026, che avviano un piano pensato per consolidare e rendere strutturali le competenze sviluppate negli ultimi anni nell’ambito dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il piano del MUR per stabilizzare i ricercatori del PNRR
L’obiettivo della misura è evitare la dispersione delle competenze maturate durante l’attuazione del PNRR e rafforzare in modo stabile il sistema della ricerca italiana.
“Il nostro obiettivo è rimettere la conoscenza al centro dell’azione di governo”, ha dichiarato il ministro Bernini. “Questo investimento rappresenta un riconoscimento del valore straordinario del capitale umano che il PNRR ha contribuito a formare e integrare nel cuore del sistema universitario e scientifico del Paese”.
Il piano si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche il Piano triennale della ricerca, con cui il ministero ha introdotto un modello di programmazione più stabile e un fondo unico per università ed enti di ricerca.
Secondo il MUR, ricercatori e ricercatrici coinvolti nei progetti PNRR hanno lavorato negli ultimi anni in laboratori avanzati, centri di eccellenza e partenariati di ricerca, sviluppando competenze fondamentali per l’innovazione e la competitività del sistema Paese.
Le risorse: 60,7 milioni annui dal 2027
Nel dettaglio, per il 2026 il finanziamento destinato alle nuove assunzioni sarà pari a 18,5 milioni di euro, mentre dal 2027 le risorse saliranno stabilmente a 60,7 milioni di euro annui.
Le risorse ministeriali copriranno fino al 50% del costo delle nuove assunzioni, mentre la parte restante sarà sostenuta dalle università e dagli enti di ricerca. Questo meccanismo di cofinanziamento consente di raddoppiare l’investimento complessivo e rafforzare in modo strutturale il reclutamento di personale scientifico.
Dei 2.000 ricercatori previsti dal piano, 1.051 saranno ricercatori provenienti dai progetti PNRR. In particolare:
- 880 nelle università
- 204 negli enti di ricerca vigilati dal MUR
Le assunzioni negli enti di ricerca
Per quanto riguarda gli enti di ricerca, nel 2026 il finanziamento destinato alle assunzioni sarà pari a 7,2 milioni di euro, che saliranno a 8,7 milioni annui dal 2027. Le risorse permetteranno la stabilizzazione di 276 ricercatori e tecnologi.
La distribuzione delle nuove assunzioni riguarda diversi enti scientifici nazionali.
Al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) andranno 2,7 milioni di euro per 97 ricercatori e tecnologi, mentre all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) saranno destinati 2,9 milioni per 91 assunzioni. All’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) andranno 1,6 milioni di euro per 52 ricercatori.
Sono inoltre previste:
- 18 assunzioni all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
- 6 alla Stazione Zoologica Anton Dohrn
- 3 all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM)
Completano il quadro 6 assunzioni all’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS) e 3 all’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste.
Un investimento strategico per il sistema della ricerca
Secondo il ministero, il piano rappresenta un passo importante per rafforzare il sistema scientifico nazionale e valorizzare il lavoro dei ricercatori formati negli ultimi anni.
L’obiettivo è trasformare l’esperienza maturata con il PNRR in opportunità di carriera stabile, contribuendo allo sviluppo di nuova conoscenza, innovazione e crescita economica.
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