È stato raggiunto un accordo tra Elena Maraga, ex maestra di un asilo nido paritario cattolico della provincia di Treviso, e l’istituto scolastico presso cui insegnava. La cessazione del rapporto di lavoro è formalmente in vigore da aprile, come confermato dalla legale della scuola, Lucia Riedi. «L’ente – ha precisato l’avvocata – non ha mai rilasciato dichiarazioni sulla vicenda né commenti che potessero mettere in discussione l’operato della signora Maraga all’interno dell’istituto».
La vicenda
Maraga, dopo cinque anni di insegnamento a tempo indeterminato, aveva visto interrompersi il suo contratto in seguito alla scoperta della sua attività sulla piattaforma per adulti OnlyFans. Una scelta ritenuta incompatibile con l’ispirazione cattolica che orienta l’educazione dell’asilo. «Come educatrice non ho mai fatto mancare nulla né ai bambini né alla scuola», aveva dichiarato la maestra.
Un caso mediatico
La storia ha rapidamente superato i confini locali, diventando un caso mediatico che ha suscitato polemiche e opinioni contrastanti. La Fism – Federazione Italiana Scuole Materne – ha annunciato l’intenzione di redigere un codice etico per i docenti, finalizzato a evitare comportamenti considerati in contrasto con il patto educativo.
Di tutt’altro avviso il presidente di +Europa, Matteo Hallissey, che ha definito la vicenda «un caso da manuale di moralismo ipocrita». Hallissey ha sottolineato come il licenziamento non sia dipeso da inadempienze professionali, ma dal fatto che la maestra «abbia infranto un tabù sociale: l’idea che una donna possa essere educatrice e al contempo padrona della propria immagine e sessualità».
La solidarietà
Accanto alla docente si sono schierati anche alcuni genitori, che hanno difeso la qualità del suo lavoro e sostenuto che le attività svolte al di fuori della scuola non avessero alcun impatto sulla sua professionalità.
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv





