CorriereUniv.it
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv

Iran, morti migliaia di giovani nelle proteste.Trump valuta opzioni di attacco. 

Marco Vesperini by Marco Vesperini
12 Gennaio 2026
in News
A A
Iran, morti migliaia di giovani nelle proteste.Trump valuta opzioni di attacco. 

Sarebbero almeno 2 mila i manifestanti uccisi in due settimane di proteste contro il regime in Iran: lo sostiene la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. Cresce intanto l’ipotesi di un intervento Usa, dopo che ieri Trump ha annunciato di essere pronto ad aiutare i manifestanti. Il presidente, riferisce il New York Times, non avrebbe ancora preso una decisione definitiva ma vari funzionari hanno affermato che starebbe seriamente valutando l’idea di autorizzare un attacco contro il regime, in particolare contro siti non militari a Teheran.

Per l’ ong statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA), invece, nel suo ultimo comunicato ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544. L’organizzazione ha inoltre affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, attualmente in fase di indagine. Delle vittime confermate finora, 483 erano manifestanti, 47 erano membri dell’esercito o delle forze dell’ordine iraniane. In totale, tra i deceduti si contano anche otto minori. Il numero di persone arrestate dalle autorità dello Stato avrebbe raggiunto le 10.681 unità.

I motivi delle proteste

Le cause delle proteste che attraversano l’Iran dalla fine del 2025 vanno cercate nella crisi economica profonda e persistente che attanaglia il paese. Inflazione elevata, svalutazione della moneta locale, difficoltà nell’accesso ai beni essenziali e disoccupazione giovanile hanno progressivamente eroso un patto sociale già fragile. Le prime manifestazioni sono esplose nei bazar e nei centri commerciali, luoghi che storicamente funzionano come indicatori anticipatori del malcontento popolare.

Nel giro di pochi giorni, però, la protesta ha superato la dimensione economica. Le rivendicazioni materiali si sono intrecciate con una critica più esplicita al sistema politico e religioso, mentree gli slogan hanno iniziato a colpire direttamente il vertice del potere. In assenza di una leadership interna unitaria, il movimento si è diffuso in modo frammentato ma capillare, rendendo più difficile per le autorità contenerlo attraverso interventi localizzati o repressioni selettive, come evidenziato anche da analisi internazionali.

Il sostegno simbolico dall’esilio da parte dell’ex principe ereditario Reza Pahlavi ha contribuito ad aumentare la percezione di instabilità. Non tanto per il suo peso politico diretto all’interno del Paese, quanto per la capacità di offrire un riferimento narrativo a una protesta che appariva sempre più diffusa e meno controllabile, soprattutto sul piano dell’immagine internazionale.

Il blocco di Internet

Ad inizio di gennaio, mentre le proteste contro il regime iraniano si estendevano rapidamente dalla capitale Teheran ad altre grandi città, l’Iran ha iniziato a sparire da internet. Non è successo tutto insieme, né in modo spettacolare. Prima le connessioni mobili hanno cominciato a diventare instabili, poi sono cadute anche le linee fisse, fino a quando l’accesso alla rete globale si è ridotto a poche tracce, intermittenti. Nel giro di ore, il traffico dati nel Paese è precipitato a livelli prossimi allo zero, come mostrano le misurazioni degli osservatori indipendenti che monitorano le interruzioni di rete nel mondo.

Il blackout è parte integrante di una strategia già vista. È stato attivato mentre le manifestazioni crescevano di intensità e diffusione, diventando uno strumento centrale della risposta del regime. Spegnere internet, in Iran, serve a impedire il coordinamento delle proteste e, soprattutto, a interrompere la circolazione di immagini, video e testimonianze che potrebbero rendere palese la repressione e amplificare l’impatto politico, sia interno che esterno.

In questo contesto, internet non è mai stato uno spazio neutro. È un’infrastruttura politica prima ancora che tecnologica, una linea di frattura tra autorità e società civile, una concessione alla popolazione, che può essere revocata nel momento in cui diventa pericolosa.

La protesta delle giovani donne iraniane bruciano Khamenei con le sigarette

Sono diventate virali sui social una nuova protesta lanciata dalle donne iraniane all’estero, che si filmano mentre accendono sigarette da una immagine in fiamme del leader supremo, l’Ayatollah Khamenei. I video, rilanciati dai media internazionali quali il Daily Mail ed Euronews, rappresentano per le donne una forma di resistenza alle rigide regole dell’Iran: fumare per le donne è infatti un gesto fortemente disapprovato nella Repubblica islamica, mentre dare fuoco alle immagini della Guida suprema è contro la legge.

Nei vari filmati, le donne sono ritratte senza l’hijab, il velo obbligatorio nel Paese islamico. Tra i video più virali, quello di ‘Morticia Addams’, utente di X che vive a Toronto, in Canada, la cui protesta con la sigaretta è stata rilanciata sui social media e ampiamente celebrata dagli utenti.

Trump: “Iran vule negoziare ma pronti ad opzioni concrete”

Donald Trump afferma che l’esercito americano sta valutando “opzioni molto concrete” per l’Iran. Domani il presidente Usa si riunirà alla Casa Bianca con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine.

Trump ha dichiarato che sta valutando una possibile azione militare contro l’Iran. “Sembra che stiano iniziando a farlo”, ha detto rispondendo ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che gli chiedevano se Teheran avesse superato la linea rossa da lui precedentemente indicata, ovvero l’uccisione di manifestanti.
“Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione“, ha aggiunto il presidente americano.

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i leader iraniani hanno chiesto di “negoziare” dopo le sue minacce di un’azione militare, mentre la Repubblica Islamica è alle prese con massicce proteste antigovernative. “La leadership iraniana ha chiamato” sabato, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, aggiungendo che “si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare”. Il presidente ha tuttavia avvertito che gli Usa potrebbero “dover agire prima di un incontro”.

Leggi anche altre notizie su CorriereUniv

Seguici su Instagram, TikTok e Facebook

Marco Vesperini

Marco Vesperini

Articoli Correlati

Alberto Trentini è libero. La madre dopo la scarcerazione: “La notizia che aspettavamo da 423 giorni”
News

Alberto Trentini è libero. La madre dopo la scarcerazione: “La notizia che aspettavamo da 423 giorni”

Calendario scolastico 2025/2026, quando inizia la scuola a settembre: le date regione per regione
News

4+2, nel Lazio 43 nuovi percorsi

Cras-Montana, il 7 gennaio minuto di silenzio in tutte le scuole italiane
News

Cras-Montana, il 7 gennaio minuto di silenzio in tutte le scuole italiane

Next Post
Par condicio in dibattiti, circolare di Valditara alle scuole

Dimensionamento scolastico, il Governo commissaria quattro Regioni

Inizia il semestre filtro a Medicina. Gli studenti di Tor Vergata a Corriereuniv: “C’è più ansia ma abbiamo anche piani B”

Medicina, studenti ammessi in Albania all'Università Tor Vergata a 9.650 euro. Bernini: "Tasse troppo alte"

Facebook TikTok Instagram Youtube Twitter
CorriereUniv

ALL SOCIAL SRL
P.IVA 12873291004 N.
REA RM-1406694

Menu

  • Lavoro
  • Scuola
  • Università
  • Video
  • Contatti

Link Utili

  • Privacy Policy
  • cookie
  • Mini Guide di Orientamento

© 2025 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti

© 2025 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.