La Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari, è stata intercettata nella notte dalle motovedette israeliane a ovest di Creta in acque internazionali. Un video diffuso su Telegram mostra un equipaggio di una barca della Flotilla a mani alzate e un soldato armato salire a bordo. “I governi devono agire ora per proteggere la Flotilla e ritenere Israele responsabile di queste flagranti violazioni del diritto internazionale e del genocidio in corso contro il popolo palestinese” ha commentato Global Sumud Flotilla. Un funzionario di Tel Aviv ha dichiarato che, a causa delle dimensioni della Flotilla – oltre cento navi e mille uomini – è stato deciso di intercettarla a grande distanza dalle coste israeliane, in acque internazionali. Il ministro degli Esteri Tajani ha chiesto immediatamente all’Unità di Crisi e alle ambasciata a Tel Aviv e Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche, per tutelare i cittadini italiani imbarcati.
La nota
“Le azioni di Israele di questa sera segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria”. Così, in una nota diffusa nella notte, la Global Sumud Flotilla. “Si tratta del sequestro illegale di esseri umani in alto mare vicino a Creta – aggiunge – un’affermazione secondo cui Israele può operare con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza subire conseguenze. Chiediamo che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni”. “Si tratta di un vero e proprio attacco contro civili in acque internazionali. Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di chilometri da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi” ha dichiarato ad Al Jazeera Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla. “Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un rapimento in alto mare”, ha aggiunto. Tsabar ha esortato i governi di tutto il mondo ad agire immediatamente. “Ogni governo ha l’obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio in questo momento equivale a una totale complicità”, ha affermato. “È necessario un intervento immediato per garantire la sicurezza della flottiglia e per assicurare che possiamo continuare ad aprire il corridoio umanitario verso Gaza”.
La testimonianza
“Eravamo diretti per un’azione non violenta di protesta contro la nave Zim Emeralda, partita dal porto di Genova e diretta ad Haifa con un carico definito ‘pericoloso’ quando alcune delle imbarcazioni sono stata abbordate”. Sono le parole di Vittorio Sergi, attivista marchigiano a bordo di una barca, battente bandiera italiana, che fa parte della missione umanitaria “Global Sumud Flotilla”, diretta verso Gaza con l’obiettivo di portare aiuti alla popolazione palestinese. “L’azione voleva essere pacifica e mirava a denunciare il traffico di armi. – prosegue Sergi, mentre racconta di essere al timone della barca e che sta lasciando la zona di intercettazione dirigendosi verso Creta – Siamo in acque internazionali, davanti alla Grecia. Questo è un segnale che iniziative civili e non violente danno fastidio a chi ha fatto del Mediterraneo il suo cortile di casa, ma la Flotilla rivendica proprio l’elemento di pace, di fratellanza tra i popoli e non si rassegna a questo”.
Farnesina chiede informazioni a Israele
“Il Ministero degli Esteri ha ricevuto informazioni su un avvicinamento di unità militari di Israele alle barche della Flottilla salpate nei giorni scorsi per una navigazione verso Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto immediatamente all’Unità di Crisi, all’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e all’ambasciata d’Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell’operazione in corso e permettere al Governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati’. Lo scrive la Farnesina in una nota.
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