Arriva al traguardo il Fondo di finanziamento ordinario per le università da 9,41 miliardi nel 2026. Grazie ai 50 milioni reperiti in extremis dalla ministra Anna Maria Bernini oltre un ateneo statale su due (31 su 61) guadagna risorse rispetto all’anno scorso e le altre 30 pareggiano. A confermarlo sono le tabelle allegate al decreto con i criteri di riparto appena pubblicato. “Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università. Un impegno – spiega il Ministro Bernini – che si traduce in più capacità de programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti. Ma non basta investire di più, serve investire meglio”. Tra le novità dell’FFO 2026, l’introduzione di una misura che consentirà agli atenei di finanziare progetti strategici e iniziative innovative di particolare interesse per lo sviluppo del sistema universitario nazionale.
Le assegnazioni. In testa Bologna
Per quanto riguarda le assegnazioni destinate ai singoli atenei, La Sapienza si conferma l’università che riceve il finanziamento più elevato con 555,1 milioni di euro, seguita dall’Università di Bologna con 464,1 milioni, dall’Università Federico II di Napoli con 408,2 milioni, dall’Università di Padova con 395,9 milioni e dall’Università di Torino con 347,3 milioni.
Gli incrementi percentuali più significativi rispetto allo scorso anno riguardano invece l’Università per Stranieri di Siena (+5%), il Politecnico di Bari (+5%), l’Università Politecnica delle Marche (+5%), l’Università Parthenope di Napoli (+5%) e l’Università di Catanzaro (+5%). Tra le Scuole universitarie superiori si distinguono la Scuola IMT Alti Studi di Lucca (+5%) e il Gran Sasso Science Institute (Gssi) (+5%).
Se si guarda invece al medio periodo (2019-2026), gli incrementi percentuali più significativi riguardano l’Università di Ferrara (+60,2%), l’Università di Foggia (+58,6%), l’Università di Bergamo (+48,9%), Napoli Parthenope (+48,4%) e il Politecnico di Torino (+47,4%). Tra le Scuole universitarie superiori registrano la crescita maggiore l’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) di Pavia (+214,3%), Gran Sasso Science Institute (Gssi) (+90,3%), Scuola IMT Alti Studi di Lucca (+78,6%), Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (+52,8%) e Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste (+45,8%).
Sul decreto sono stati acquisiti i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (Cnsu). Nello specifico, la Crui ha espresso “parere pienamente favorevole”, sottolineando come l’impianto della ripartizione assicuri “un equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione del merito e la stabilità economico-finanziaria delle istituzioni universitarie”.
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