Roma si conferma uno dei punti di riferimento per il cinema emergente. Questa sera, al Cinema Nuovo Sacher, si chiude la terza edizione di “24 Frame al Secondo”, il concorso dedicato ai giovani registi under 25 che negli ultimi anni ha saputo intercettare linguaggi, temi e sensibilità della Generazione Z.
Il progetto è stato fortemente voluto da Paola Di Caro e Luca Valdiserri e nasce in memoria del figlio Francesco Valdiserri, scomparso prematuramente nel 2022. È proprio da questa origine che il concorso trae il suo significato più profondo: trasformare una perdita in uno spazio di espressione e opportunità per altri giovani.
La finale rappresenta il momento conclusivo di un percorso che, edizione dopo edizione, si è allargato fino a diventare internazionale. Centinaia di cortometraggi arrivati da diversi Paesi, selezioni progressive e una platea sempre più ampia: il progetto si è consolidato come uno spazio concreto per chi prova a entrare nel mondo del cinema partendo da idee, visione e sperimentazione.
Il cinema come spazio di accesso
“24 Frame al Secondo” nasce con un obiettivo chiaro: offrire visibilità ai giovani autori in una fase in cui l’accesso all’industria audiovisiva resta complesso. Non solo concorso, quindi, ma occasione di confronto, selezione e primo riconoscimento pubblico.
I cortometraggi finalisti raccontano storie che attraversano identità, relazioni, marginalità e cambiamento. Temi che riflettono un’esigenza generazionale: usare il linguaggio audiovisivo non solo come espressione creativa, ma come strumento per leggere il presente.
La finale e i premi
Durante la serata di oggi verranno assegnati i principali riconoscimenti. Al centro, il premio al miglior cortometraggio, accompagnato da opportunità di distribuzione e visibilità, elemento decisivo per chi si affaccia per la prima volta nel settore.
Accanto al premio principale, sono previsti riconoscimenti tecnici e artistici che valorizzano l’intero processo creativo: dalla regia alla sceneggiatura, fino alla fotografia e alle interpretazioni.
Mastandrea alla guida della giuria
A presiedere la giuria è Valerio Mastandrea, figura trasversale del cinema italiano contemporaneo. La sua presenza rafforza il legame tra industria e nuove generazioni, offrendo uno sguardo esperto su linguaggi e sperimentazioni che arrivano dai più giovani.
Il valore simbolico del Sacher
La scelta del Cinema Sacher, fondato e diretto da Nanni Moretti, non è solo logistica. È un segnale culturale. La sala di Trastevere, da sempre attenta al cinema d’autore e indipendente, diventa il luogo in cui i nuovi autori trovano uno spazio di legittimazione.
Proiettare qui i lavori della Gen Z significa inserirli in una continuità ideale con un certo modo di intendere il cinema: libero, personale, spesso fuori dai circuiti più commerciali.
Un passaggio verso il lavoro
Per molti partecipanti, “24 Frame al Secondo” rappresenta più di un’esperienza formativa. È un primo contatto con il sistema cinema, con le sue regole, i suoi tempi e le sue opportunità.
In un contesto in cui le professioni creative sono sempre più ambite ma difficili da raggiungere, iniziative di questo tipo contribuiscono a costruire percorsi reali. Non garantiscono un ingresso immediato nel settore, ma offrono qualcosa di fondamentale: visibilità, confronto e possibilità di essere riconosciuti.
Ed è proprio su questo passaggio — dalla formazione alla professione — che si gioca il senso più profondo del progetto.
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv. Seguici su Instagram, TikTok e Facebook.





