«Dal punto di vista pedagogico mi sembra una decisione eccessiva, un provvedimento sproporzionato. Si sarebbe potuto aprire un dialogo con la famiglia, provare a convincere i genitori a mandare i bambini a scuola in paese. La relazione con compagni e insegnanti è certamente fondamentale, ma arrivare a togliere i figli o sospendere la potestà genitoriale per collocarli in una casa famiglia mi pare davvero troppo».
A commentare il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli è Saverio Santamaita, ordinario di Storia della pedagogia all’Università di Chieti-Pescara ed ex direttore della scuola di specializzazione all’insegnamento secondario.
«Il diritto dei genitori a educare i figli è sancito dalla Costituzione, pur senza significare un’autonomia illimitata. Tuttavia – prosegue Santamaita all’Ansa – il provvedimento adottato appare sproporzionato. Inoltre, collocare madre e bambini in una casa famiglia rappresenta un’incognita totale. Ho letto che i legali presenteranno ricorso: vedremo come evolverà la situazione».
Il professore ricorda che la pratica dell’istruzione domestica ha radici storiche profonde. «L’home schooling, soprattutto in alcuni Stati degli Usa, nasce per ragioni religiose o politico-culturali. Esistono poi le charter school, simili per impostazione ma subordinate all’approvazione degli enti scolastici locali. In Italia, già a metà Ottocento, esisteva la scuola paterna: le famiglie benestanti che non volevano mandare i figli nelle scuole frequentate da altri ceti sociali comunicavano alla scuola che avrebbero provveduto autonomamente all’istruzione primaria. Poi, al momento dell’ingresso nel sistema scolastico, il ragazzo doveva sostenere un esame. Un meccanismo molto simile a quello della scuola parentale di oggi».
Santamaita ricorda infine un esempio illustre: «Il grande pedagogista Raffaele Laporta, mio maestro, nato nel 1916 e figlio di piccoli proprietari terrieri, ricevette proprio quella che allora si chiamava ‘educazione paterna’. Non era affatto un’eccezione: la normativa dell’epoca la consentiva e quella formula è sopravvissuta a lungo».
Il professore è autore di numerosi volumi, tra cui Il professore nella scuola italiana dall’Ottocento a oggi, Storia dell’educazione e delle pedagogie e Storia della scuola. Dalla scuola al sistema formativo.
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