Superata quota 20.000 firme per la petizione che chiede l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. A promuoverla è l’associazione AltraPsicologia, che parla di un segnale chiaro proveniente dalla società civile: cresce la richiesta di un’educazione capace di accompagnare studenti e studentesse non solo sul piano didattico, ma anche emotivo e relazionale. A comunicarlo è la stessa organizzazione in una nota ufficiale, sottolineando come il risultato rappresenti un traguardo significativo nel dibattito pubblico su un tema che da anni divide politica e opinione pubblica.
Giuliani: “Un bisogno reale della società”
“Raggiungere le 20.000 firme significa dare voce a un bisogno reale della società – dichiara Marta Giuliani, segretaria di AltraPsicologia –. Famiglie, studenti e professionisti della salute mentale chiedono una scuola che non si limiti alla trasmissione di nozioni, ma che accompagni ragazze e ragazzi nella comprensione di sé, delle emozioni e delle relazioni”. Secondo Giuliani, l’educazione sessuo-affettiva dovrebbe essere letta come uno strumento di crescita e prevenzione: “Non è un’ideologia, ma un investimento in salute, prevenzione e cittadinanza”.
Pizzoferro: “Messaggio chiaro alle istituzioni”
Sulla stessa linea la presidente dell’associazione, Fortunata Pizzoferro, che interpreta il numero di adesioni come un invito diretto alle istituzioni. “Queste firme sono un messaggio chiaro alla politica: non si può più rimandare – afferma –. L’educazione sessuo-affettiva è una risposta concreta ai bisogni di una società che cambia e alle criticità che emergono ogni giorno, dai dati sulla violenza di genere al disagio psicologico tra i più giovani”. L’obiettivo, aggiunge, è trasformare la scuola in “uno spazio sicuro, inclusivo e scientificamente fondato”, in grado di offrire strumenti adeguati per affrontare temi come il rispetto, il consenso e la gestione delle emozioni.
Un tema sempre più centrale nel dibattito educativo
Il risultato della petizione riporta al centro una questione ricorrente nel sistema scolastico italiano. A differenza di altri Paesi europei, l’educazione sessuale non è ancora una materia strutturale nei programmi ministeriali, ma viene spesso affidata a progetti locali o iniziative extracurricolari. Negli ultimi anni, tuttavia, il tema è tornato con forza nel confronto pubblico, anche alla luce dell’aumento delle fragilità psicologiche tra gli adolescenti e della crescente attenzione verso la prevenzione della violenza e la promozione del benessere. Il superamento delle 20mila firme non ha effetti legislativi immediati, ma rappresenta un indicatore del livello di attenzione sociale su un tema destinato a restare al centro dell’agenda educativa. Resta ora da capire se e come la politica raccoglierà questa sollecitazione, traducendola in interventi concreti per il mondo della scuola.
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