Un dialogo sulle parole, sulle ferite e sulla responsabilità di raccontare i conflitti del nostro tempo. Il 9 marzo 2026 alle ore 18:30, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, si terrà l’incontro “Le Parole, le Donne, la Guerra”, una conversazione pubblica che mette al centro lo sguardo femminile nei contesti di guerra e di crisi.
L’iniziativa nasce in occasione della Giornata Internazionale della Donna e propone una riflessione sul ruolo delle donne nei luoghi di conflitto, ma anche sul valore delle loro parole nello spazio pubblico. Non solo testimonianza, dunque, ma anche interpretazione del presente: parlare oggi di donne e guerra significa interrogarsi sulle tensioni geopolitiche contemporanee e sulle responsabilità delle società europee.
Ad aprire la serata sarà la rettrice dell’Università degli Studi di Milano, Marina Brambilla. Seguirà il dialogo tra Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi, moderato dalla giornalista Agnese Pini, direttrice di Quotidiano Nazionale, La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino e prima donna nella storia a guidare La Nazione nei suoi oltre 160 anni di attività.
Le voci femminili nei luoghi di conflitto
L’incontro riunisce due autrici che hanno costruito il proprio percorso intellettuale e professionale a partire da storie personali legate a territori segnati dalla guerra.
Pegah Moshir Puhur, nata in Iran nel 1990 e arrivata in Italia a nove anni, è oggi consulente e attivista per i diritti umani e digitali. Negli ultimi anni è diventata una delle voci più ascoltate nel dibattito europeo sull’emancipazione delle donne iraniane. Collabora con la Repubblica e nel 2024 ha pubblicato il romanzo “La notte sopra Teheran” (Garzanti), in cui intreccia racconto personale e riflessione politica sulle trasformazioni della società iraniana.
Accanto a lei Widad Tamimi, scrittrice nata a Milano nel 1981 da padre palestinese e madre di origini ebraiche. La sua scrittura attraversa temi come identità, diaspora e memoria familiare. Oggi vive a Lubiana, dove lavora nei campi profughi nell’ambito del programma “Restoring Family Links” della Croce Rossa Slovena, occupandosi di ricostruire i contatti tra famiglie separate dai conflitti. Tra le sue opere figurano i romanzi Il caffè delle donne (2012) e Le rose del vento (2016), pubblicati da Mondadori.
Un confronto tra memoria, identità e responsabilità
Il dialogo tra le due autrici si propone di interrogare il modo in cui le guerre entrano nelle vite delle persone e nel linguaggio pubblico. Le loro storie mostrano come i conflitti non siano soltanto eventi geopolitici lontani, ma esperienze che attraversano identità, migrazioni e memorie familiari.
La conversazione sarà guidata dalla giornalista Agnese Pini, che negli ultimi anni ha dedicato ampio spazio editoriale ai temi dei diritti, delle migrazioni e delle trasformazioni sociali.
L’obiettivo dell’incontro è costruire uno spazio di riflessione in cui le parole delle donne diventino strumento di comprensione del presente: non solo racconto della guerra, ma anche tentativo di immaginare forme diverse di responsabilità civile e politica.
Un evento aperto alla città
L’incontro “Le Parole, le Donne, la Guerra” si inserisce nel programma di iniziative promosse dall’Università degli Studi di Milano in occasione dell’8 marzo e vuole essere un momento di confronto aperto alla comunità accademica e alla cittadinanza.
Attraverso il dialogo tra letteratura, attivismo e giornalismo, l’evento invita a riflettere su un tema che riguarda da vicino l’Europa e il Mediterraneo: il modo in cui le guerre ridefiniscono identità, confini e responsabilità collettive.
L’appuntamento è fissato per lunedì 9 marzo 2026 alle ore 18:30 nell’Aula Magna della Statale di Milano.
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