Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, le Regioni che non hanno adottato i piani di dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno.
Una scelta definita “necessaria” dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, per rispettare gli impegni assunti con l’Unione europea e garantire l’avvio regolare dell’anno scolastico 2026-2027.
Cos’è il dimensionamento scolastico e perché è legato al PNRR
Il dimensionamento scolastico rientra tra le riforme previste dal PNRR, definite dal precedente Governo, con l’obiettivo di adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca su base regionale.
La riforma punta a una riorganizzazione amministrativa degli istituti, soprattutto per quanto riguarda dirigenze e segreterie, in funzione del calo demografico e della distribuzione degli studenti sul territorio.
Il mancato rispetto di questo adempimento, sottolinea il Governo, mette a rischio le risorse europee già erogate all’Italia nell’ambito del Piano.
Nessuna chiusura di scuole
Da Palazzo Chigi arriva una precisazione netta:
il commissariamento non comporta la chiusura di plessi scolastici, né interventi diretti sull’offerta formativa.
La misura riguarda esclusivamente l’organizzazione amministrativa della rete scolastica e l’approvazione formale dei piani richiesti.
Le pronunce dei giudici: Corte costituzionale, TAR e Consiglio di Stato
Sulla riforma del dimensionamento si è pronunciata più volte la Corte costituzionale, che in tre occasioni ha confermato la legittimità dell’operato del Governo, richiamando la necessità di una cooperazione leale tra Stato e Regioni.
Anche i ricorsi presentati dalle Regioni inadempienti sono stati respinti:
- tre sentenze del TAR
- sei pronunce del Consiglio di Stato
Tutte hanno confermato la correttezza dell’azione governativa.
Proroghe non rispettate: perché è scattato il commissariamento
Alle quattro Regioni erano già state concesse due proroghe:
- la prima fino al 30 novembre
- la seconda fino al 18 dicembre
Nonostante ciò, i piani di dimensionamento non sono stati formalmente adottati. Da qui la decisione del Consiglio dei Ministri di procedere con il commissariamento, per evitare ritardi sull’organizzazione del prossimo anno scolastico.
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