Care lettrici e cari lettori,
parlare di giovani, di scuola, università e lavoro significa parlare del futuro dell’Italia. E il futuro di un Paese non può prescindere da un’informazione libera, credibile e capace di raccontare la realtà con competenza e indipendenza. Per questo oggi sentiamo il dovere di condividere con voi una situazione che riguarda non solo chi lavora nei giornali, ma chiunque creda nel valore della conoscenza e della buona informazione.
Il contratto nazionale dei giornalisti non viene rinnovato dal 2016, mentre i minimi retributivi sono fermi dal 2012: in termini reali significa salari scesi del 20 per cento. Una condizione che riguarda soprattutto i più giovani, coloro che si affacciano alla professione con passione e talento ma trovano davanti a sé un sistema che da anni chiede sacrifici senza offrire prospettive. Le redazioni sono state ridotte all’osso, il precariato è diventato una norma silenziosa, il lavoro sottopagato ha continuato a dilagare.
Oggi, però, la Federazione nazionale della stampa – il sindacato unitario dei giornalisti – ha deciso di prendersi la responsabilità che per troppo tempo era stata rimandata: difendere concretamente la dignità della professione. Per questo ha proclamato uno sciopero a cui prendiamo parte con forza.
Se oggi non troverete online i nostri aggiornamenti, e se alcune testate non saranno in edicola sarà perché i cronisti avranno scelto di far sentire la propria voce. Una protesta che non nasce contro l’informazione, ma per l’informazione: perché non può esistere un sistema libero, autorevole e immune ai ricatti se chi lo sostiene quotidianamente è costretto a vivere con stipendi insufficienti, senza tutele né futuro.
Difendere chi lavora nel mondo dell’informazione significa difendere il diritto allo studio, alla crescita, alla partecipazione democratica. Significa credere in un’Italia che investa sul sapere e su una stampa libera, indipendente e forte. Lo facciamo perché abbiamo a cuore il futuro della nostra professione. Ma soprattutto perché abbiamo a cuore il futuro dell’Italia, e il vostro.
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