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Caso Cornell, studenti e docenti in piazza dopo la denuncia di violenza sessuale

Mirko Bellaria by Mirko Bellaria
7 Ottobre 2026
in News, Università, Università
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Illustrazione di studenti e docenti in una manifestazione universitaria, a corredo del caso Cornell.

Illustrazione simbolica della mobilitazione universitaria.

Il caso Cornell porta migliaia di studenti e professori a protestare contro i vertici dell’università. La manifestazione del 5 ottobre, raccontata da ANSA il giorno successivo, riguarda la gestione di una denuncia di violenza sessuale di gruppo risalente al 2024. Al centro della contestazione ci sono le risposte delle istituzioni alle quali la giovane si era rivolta.

L’indagine è stata affidata alla procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, mentre nell’ateneo cresce la pressione sul presidente Michael Kotlikoff.

Il caso Cornell e la denuncia del 2024

Secondo quanto ricostruito da ANSA, una studentessa aveva denunciato una violenza sessuale che avrebbe coinvolto sette studenti di una confraternita. I giovani coinvolti negano le accuse.

La vicenda ha aperto una contestazione sulla gestione della segnalazione da parte della polizia del campus e delle autorità locali. Le accuse restano oggetto di indagine: la mobilitazione universitaria e il procedimento giudiziario sono due piani distinti.

L’indagine passa alla procuratrice generale

Il 1° ottobre 2026 la governatrice Kathy Hochul ha incaricato l’ufficio della procuratrice generale di operare come procuratore speciale per indagare sul presunto episodio, avvenuto nell’ottobre 2024.

Nel comunicare l’incarico, James ha sottolineato che chi denuncia un reato deve poter contare su un’indagine completa e imparziale. Ha inoltre assicurato che il lavoro del suo ufficio sarà guidato dai fatti e dalla legge.

I docenti contestano la risposta disciplinare

Le critiche emergono anche all’interno dell’università. In una lettera aperta pubblicata il 1° ottobre, docenti del programma di studi femministi, di genere e sulla sessualità di Cornell hanno contestato la risposta disciplinare dell’ateneo.

Tra i punti sollevati c’è il ricorso alla scrittura di elaborati come parte delle misure adottate. Secondo i firmatari, questa risposta non affronta adeguatamente il danno denunciato e rischia di indebolire la fiducia nelle procedure universitarie.

I docenti chiedono di rivedere i meccanismi di segnalazione e le forme di responsabilità, mettendo al centro il sostegno alle persone che riferiscono di avere subito violenza.

La posizione del presidente e l’ipotesi di sfiducia

Secondo ANSA, Kotlikoff si è espresso a favore dell’indagine indipendente e ha riconosciuto la rilevanza della crisi per l’università.

Questo non ha fermato la contestazione. L’agenzia riferisce che alcuni docenti sono pronti a sostenere una sfiducia nei confronti del presidente e dei suoi collaboratori. Si tratta però di una bozza di risoluzione, non di una decisione già approvata.

Sul fronte della prevenzione, Cornell aveva istituito una task force nel febbraio 2025. Nel marzo 2026 i vertici hanno approvato il rapporto finale e assunto l’impegno di attuarne le raccomandazioni: formazione, informazioni più chiare sulle possibilità di segnalazione, risorse riservate di supporto e interventi sulla cultura del campus.

La fiducia nelle procedure universitarie

La lettera dei docenti riconosce l’importanza di queste iniziative, ma le considera insufficienti rispetto alle criticità emerse dal caso.

Il nodo riguarda la capacità di un’università di offrire ascolto, protezione e procedure credibili. È una questione affrontata anche nel nostro approfondimento sulla prevenzione della violenza di genere nelle università.

I prossimi sviluppi riguarderanno l’indagine affidata a James e le eventuali decisioni degli organi accademici. Intanto, studenti e docenti chiedono risposte sulla gestione della denuncia.

Prossima lettura: Molestie, stalking e aggressioni: i dati dei centri antiviolenza delle università.

Mirko Bellaria

Mirko Bellaria

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