Antonio Carcaterra è il nuovo rettore della Sapienza per il sessennio 2026–2032. Il professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine ha vinto il ballottaggio. Carcaterra ottiene 2690 voti contro 1317 di Lucidi. Si chiude così una competizione che lo aveva visto quarto nelle prime due tornate, prima del sorpasso al terzo turno e dell’affermazione finale.
Il passaggio che ha cambiato il percorso della sua candidatura è stato l’accordo con Riccardo Faccini. Terzo nei primi due scrutini, il professore di Fisica ha ritirato la candidatura il 19 ottobre, scegliendo di sostenere Carcaterra e di proseguire insieme a lui su una base programmatica condivisa.
Dai primi due turni alla svolta con Faccini
Nella prima votazione, dal 6 al 9 ottobre, Carcaterra aveva raccolto 749,89 voti, dietro Lucidi, primo con 1.175,93, Pierpaolo D’Urso con 1.025,38 e Faccini con 825,74. Quinta Maria Sabrina Sarto, con 439,64.
Dopo il ritiro di Sarto, formalizzato il 12 ottobre, il secondo turno non aveva modificato l’ordine dei candidati: Lucidi era rimasto davanti con 1.207,46 voti, seguito da D’Urso con 1.140,63, Faccini con 880,78 e Carcaterra con 746,13.
La svolta è arrivata alla vigilia della terza votazione. Nella lettera congiunta che annunciava l’intesa, Faccini e Carcaterra indicavano un percorso comune, fondato sulla vicinanza delle proposte per ricerca, didattica, personale e partecipazione degli studenti.
Al terzo turno, concluso il 23 ottobre, Carcaterra è salito a 1.584,46 voti, conquistando la prima posizione. Lucidi, con 1.305,36, ha ottenuto il secondo posto utile al ballottaggio, precedendo D’Urso, fermo a 1.267,25.
L’intesa con Faccini segna dunque il cambio di passo politico della candidatura. I risultati, tuttavia, non consentono di ricostruire individualmente gli spostamenti degli elettori né di considerare i consensi dei due candidati automaticamente sommabili. I valori riportati comprendono la ponderazione prevista per alcune componenti dell’elettorato.
Chi è Carcaterra e quale università propone
Direttore del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dal 2022, Carcaterra porta al rettorato un’esperienza legata alla ricerca tecnologica e alla collaborazione tra università e industria.
Il suo programma propone di rafforzare il dialogo fra discipline e la partecipazione alle decisioni. Tra gli strumenti indicati c’è un’Agorà stabile di confronto tra governo dell’ateneo, strutture accademiche, personale e studenti. Sul finanziamento, l’obiettivo è accrescere la capacità di ottenere risorse esterne, anche attraverso un maggiore sostegno alla partecipazione ai bandi internazionali.
Policlinico e Rome Technopole: le sfide del sessennio
Tra i dossier che attendono il nuovo rettore c’è la trasformazione del Policlinico Umberto I. La proposta di rigenerazione presentata nel gennaio 2026 coinvolge università, istituzioni territoriali, azienda ospedaliera e Demanio. Accanto al nuovo ospedale, prevede il recupero dei padiglioni storici per funzioni universitarie, residenze, laboratori e servizi.
Per il rettorato significa accompagnare un intervento che riguarda contemporaneamente assistenza, formazione medica, ricerca e organizzazione degli spazi.
Un altro banco di prova sarà Rome Technopole, l’ecosistema regionale che collega università, enti di ricerca e imprese nei settori della transizione energetica, digitale e della salute. Nel luglio 2026 la Regione Lazio ha approvato 15 milioni di euro per il secondo edificio del polo di Pietralata. La sfida sarà tradurre infrastrutture e collaborazioni in ricerca, formazione e opportunità professionali durature.
Restano poi gli impegni più vicini alla vita quotidiana della comunità universitaria: spazi di studio, residenze, accessibilità, sicurezza, sostegno ai giovani ricercatori e valorizzazione del personale. È su questi risultati che Carcaterra dovrà misurare la proposta di cambiamento con cui ha conquistato il rettorato.




