Il primo passo indicato da Antonio Carcaterra è il confronto con gli studenti che stanno occupando la Sapienza. Appena eletto rettore per il sessennio 2026–2032, il professore di Meccanica applicata alle macchine racconta a Corriereuniv la rimonta, riconosce il contributo di Riccardo Faccini e Pierpaolo D’Urso e annuncia l’intenzione di coinvolgere anche chi non lo ha sostenuto.
Carcaterra ha vinto il ballottaggio con 2.690,41 voti complessivi ponderati, contro i 1.317,60 di Fabio Lucidi. Hanno partecipato alla votazione 5.590 elettori su 7.495 aventi diritto, con un’affluenza del 74,58%. Il rettore eletto assumerà la carica il 1° dicembre, succedendo ad Antonella Polimeni.
Una vittoria arrivata dopo essere stato quarto nelle prime due tornate e aver conquistato il primo posto nella terza. Nell’intervista, Carcaterra attribuisce un ruolo decisivo alla costruzione di un gruppo più ampio. Ora indica nella condivisione delle responsabilità il metodo con cui affrontare il mandato.
La rimonta e il contributo di Faccini e D’Urso
Complimenti professore, da quarto a primo: non se l’aspettava?
«Quando si inizia una campagna elettorale, soprattutto quando non si è il candidato in qualche modo della governo uscente, ovviamente non ci si aspetta necessariamente di vincere. Si fa una corsa molto intensa, molto convinta. C’è stato quindi anche un supporto molto forte, quindi dai colleghi, anche dai colleghi che hanno accettato poi di costruire un gruppo più largo, quindi i professori nella sequenza Faccini e D’Urso che hanno poi collaborato in maniera decisiva al risultato finale».
Le sfide del sessennio e una responsabilità condivisa
Nel prossimo sessennio ci saranno molte sfide, il Policlinico, il Rome Technopole: che cosa la affascina e cosa la spaventa di più?
«Mi affascina l’idea di poter produrre dei risultati che sono nuovi, una progettualità nuova, entusiastica con moltissimi colleghi che sono qui presenti, che hanno collaborato attivamente anche alla stesura dei programmi, cioè una responsabilità forte che però sarà fortemente condivisa anche con i colleghi, sia quelli che in realtà hanno appoggiato quindi questa coalizione, ma in realtà faremo in modo di avere una partecipazione la più estesa possibile all’interno dell’ateneo, quindi sarò il rettore di tutti e non ovviamente soltanto quindi della larga porzione che ci ha votato».
Il primo passo: il dialogo con gli studenti
Quale sarà il suo primo atto quando entrerà nella stanza dei bottoni?
«Credo che dato i problemi, quindi che in questo momento ci sono, sarà quello di parlare con gli studenti che stanno facendo l’occupazione qui in Sapienza».



