Bandiere palestinesi e sindacali, studenti e lavoratori nelle strade della Capitale. Lo sciopero del 30 ottobre 2026 porta nelle piazze la protesta contro il carovita, i bassi salari e il riarmo. A Roma la mobilitazione coinvolge anche gli universitari della Sapienza, scesi in strada insieme ai lavoratori, mentre in diverse città le richieste dei giovani riguardano il diritto allo studio, i trasporti e la sicurezza degli edifici scolastici.
La fotografia del corteo romano restituisce uno dei volti della giornata: una folla che attraversa la città, con le bandiere della Palestina accanto a quelle delle organizzazioni sindacali. La solidarietà internazionale si affianca alle rivendicazioni sulle condizioni materiali di chi studia e lavora.
Perché si sciopera: carovita, salari e opposizione al riarmo
La mobilitazione promossa dall’Unione sindacale di base collega la difesa del potere d’acquisto alla contestazione delle politiche di riarmo. Per il sindacato, le scelte sulla spesa militare e quelle sulle risorse destinate a salari, pensioni e servizi pubblici fanno parte dello stesso confronto politico.
La giornata si intreccia inoltre con la mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione dei porti. La piattaforma sindacale riunisce così questioni del lavoro e opposizione alla guerra, coinvolgendo categorie pubbliche e private.
Nel settore educativo, USB chiede maggiori investimenti, assunzioni, organici adeguati e stabilità occupazionale. Rivendicazioni che riguardano sia le condizioni del personale sia la qualità dei servizi offerti alle famiglie.
Gli studenti chiedono scuole sicure e studi accessibili
La partecipazione studentesca dà alla protesta un contenuto concreto. A Foggia, secondo quanto riferisce ANSA, centinaia di studenti universitari e delle superiori manifestano sul costo della vita e sul diritto allo studio. Tra le richieste ci sono interventi sull’edilizia scolastica e maggiore attenzione alle spese sostenute dai pendolari.
A Perugia sono gli studenti ad aprire il corteo. Le rivendicazioni comprendono affitti, prezzi, trasporti e servizi pubblici, insieme alla contrarietà all’economia di guerra.
Sono temi che accompagnano il percorso di formazione: raggiungere ogni giorno una scuola o un’università, sostenere le spese, frequentare edifici sicuri. Nelle piazze queste esigenze incontrano quelle dei lavoratori sui salari e sulla precarietà.
A Roma il corteo attraversa il centro
Nella Capitale la giornata comprende la mobilitazione dalla Sapienza verso piazza dei Cinquecento e il corteo sindacale. Il percorso comunicato da Roma Servizi per la Mobilità per la manifestazione USB parte dall’area di Termini, attraversa Castro Pretorio e Porta Pia e prosegue verso via dei Fori Imperiali.
Le manifestazioni comportano possibili chiusure stradali e deviazioni dei mezzi pubblici. Per chi deve spostarsi, il riferimento resta l’informazione aggiornata delle aziende e degli enti di mobilità: le conseguenze dei cortei sulla circolazione vanno distinte dalle adesioni allo sciopero.
La giornata resta in corso
La mobilitazione si svolge anche in un quadro di attenzione all’ordine pubblico. ANSA riferisce tensioni a Mestre e Vicenza: nel primo caso la Questura segnala sette agenti contusi; nel secondo gli organizzatori denunciano tre manifestanti feriti.
Si tratta di episodi locali, mentre dalle altre piazze continuano ad arrivare notizie sulle manifestazioni. Il bilancio nazionale della partecipazione resta da definire. Al centro delle rivendicazioni degli studenti ci sono intanto richieste riconoscibili: poter studiare in sicurezza, sostenere i costi della formazione e trovare prospettive di lavoro.




