Le guerre sottraggono risorse e le nuove barriere tra Paesi ostacolano la collaborazione necessaria a prevenire le pandemie. È il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto il 28 ottobre al Quirinale in occasione della celebrazione de “I Giorni della Ricerca”.
Al centro delle sue parole intercettate da AdnKronos, ci sono le condizioni che permettono alla scienza di avanzare: la condivisione delle conoscenze, il confronto tra culture e la possibilità di lavorare insieme oltre i confini nazionali. Un patrimonio che, nel ragionamento del Capo dello Stato, viene messo a rischio sia dai conflitti sia dagli ostacoli alla cooperazione internazionale.
La ricerca come sforzo comune
«La ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, di prospettive, alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse».
Mattarella richiama l’esperienza del Covid per spiegare il valore di questa rete. Durante l’emergenza, ricercatori e istituzioni di Paesi differenti hanno contribuito a costruire una risposta condivisa.
«L’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus».
Il riferimento alla pandemia introduce il confronto con il presente: ciò che ha reso possibile una risposta internazionale rischia oggi di essere indebolito dalle divisioni.
Risorse sottratte e barriere alla collaborazione
Il presidente denuncia «quel che viene sottratto di risorse da guerre dissennate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della terra e persino nello spazio».
Accanto al tema delle risorse, indica un secondo problema: «nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e a contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie».
L’allarme riguarda dunque anche la possibilità di condividere informazioni e conoscenze. Nel passaggio dedicato alla ricerca, Mattarella mette in relazione le scelte internazionali con la capacità di affrontare le emergenze sanitarie.
Per il mondo delle università e dei laboratori, il nodo è nelle condizioni del lavoro scientifico: disporre di risorse e poter collaborare. Le parole del presidente richiamano entrambe, indicando nella cooperazione tra Paesi una componente essenziale della prevenzione.




