Presunte pressioni sulla ministra dell’Università Anna Maria Bernini e tentativi di condizionare l’informazione su UniPegaso-Multiversity. Sono gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Napoli riportati dal Fatto Quotidiano e riferisce di 22 indagati.
Le presunte pressioni su Bernini per gli esami a distanza
Secondo la ricostruzione pubblicata dal Fatto, Fabio Domenico Vaccarono, presidente esecutivo di Multiversity, avrebbe cercato, attraverso Luigi Bisignani, di ottenere dalla ministra una proroga della disciplina eccezionale degli esami a distanza.
Il riferimento a Bernini riguarda dunque le pressioni che, secondo questa ricostruzione, sarebbero state rivolte alla ministra.
Il precedente sulle iscrizioni alla Pegaso
La vicenda si inserisce nel contesto delle indagini sull’università telematica già raccontate da CorriereUniv. Il 10 giugno, ANSA aveva riferito di oltre 4.200 iscrizioni ritenute irregolari e di 40 persone indagate.
Quel resoconto riguardava corsi di formazione, lauree e master. Gli accertamenti interessavano le procedure di immatricolazione, il riconoscimento dei crediti, i tirocini e lo svolgimento degli esami.
Le contestazioni comprendevano anche percorsi per educatori professionali socio-pedagogici e coinvolgevano ex dirigenti, personale amministrativo, referenti territoriali e soggetti collegati ai poli convenzionati.
I numeri comunicati a giugno e quelli riportati oggi descrivono momenti e perimetri investigativi differenti: non vanno sommati automaticamente.
La posizione espressa a giugno da Bernini e dall’ateneo
Nel precedente filone, ANSA indicava Bernini come testimone ed estranea ai fatti ipotizzati. La ministra aveva annunciato la richiesta degli atti per consentire al Ministero di valutare eventuali interventi, sottolineando la necessità di garantire la qualità dell’offerta formativa.
Sempre a giugno, Pegaso aveva dichiarato di considerarsi parte lesa e di avere avviato un audit interno, seguito da un esposto. L’ateneo aveva inoltre riferito l’allontanamento degli ex dipendenti coinvolti nelle verifiche.
Si tratta di posizioni espresse allora, che non costituiscono una risposta ai nuovi sviluppi. Le contestazioni riportate restano ipotesi investigative e non accertamenti definitivi di responsabilità.
Prossima lettura: Il precedente sull’inchiesta Pegaso e sulle iscrizioni ritenute irregolari.



