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Ricerca, 50 italiani conquistano gli ERC Starting Grant: ma solo 22 progetti restano in Italia

Redazione Roma by Redazione Roma
4 Settembre 2026
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Ricerca, 50 italiani conquistano gli ERC Starting Grant: ma solo 22 progetti restano in Italia

Oltre 700 milioni di euro per finanziare le idee dei giovani ricercatori europei. Sono 50 gli italiani che hanno conquistato uno degli ERC Starting Grant 2026, ma solo 22 progetti saranno sviluppati in università e centri di ricerca del nostro Paese. Tra gli atenei premiati Milano-Bicocca, Bocconi, Statale di Milano e Università di Torino.

Settecentocinque milioni di euro per permettere a una nuova generazione di ricercatori di provare a spostare un po’ più avanti i confini della conoscenza. Dalle onde gravitazionali ai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze tra giovani e anziani fino alla filosofia di Aristotele: sono alcuni dei temi dei progetti che hanno conquistato gli ERC Starting Grant 2026, tra i finanziamenti europei più prestigiosi destinati ai ricercatori nelle prime fasi della loro carriera indipendente.

Lo European Research Council ha selezionato quest’anno 421 ricercatrici e ricercatori, mettendo a disposizione complessivamente 705 milioni di euro. La competizione è stata particolarmente dura: sono arrivate 4.807 candidature, il 22% in più rispetto allo scorso anno, e soltanto l’8,8% delle proposte ha ottenuto il finanziamento.

Tra i vincitori ci sono 50 ricercatori italiani, un risultato che colloca l’Italia al secondo posto per nazionalità dopo la Germania, che ne conta 84. Ma il dato cambia se si guarda al Paese nel quale verranno effettivamente sviluppate le ricerche: solo 22 vincitori hanno scelto un’università o un centro di ricerca italiano come sede del proprio progetto.

Una differenza che racconta ancora una volta una delle contraddizioni della ricerca italiana: il nostro Paese continua a formare ricercatori capaci di competere ai massimi livelli internazionali, ma una parte consistente sceglie poi di lavorare all’estero.

Cosa sono gli ERC Starting Grant

Gli Starting Grant sono finanziamenti dello European Research Council (ERC) rivolti ai ricercatori che si trovano nella fase iniziale della propria carriera indipendente. Ogni progetto può ottenere normalmente fino a 1,5 milioni di euro per cinque anni, con la possibilità di finanziamenti aggiuntivi in determinate condizioni.

Non si tratta soltanto di un riconoscimento personale. Con queste risorse i vincitori possono costruire un proprio gruppo di ricerca, assumere giovani ricercatori e dottorandi, acquistare strumentazioni e sviluppare progetti che difficilmente potrebbero essere realizzati con finanziamenti ordinari.

Secondo le stime dell’ERC, i grant assegnati quest’anno potranno contribuire alla creazione di oltre 2.700 nuovi posti di lavoro nei gruppi di ricerca europei.

Milano-Bicocca: un rivelatore grande come un tavolo per ascoltare l’Universo

Tra i progetti italiani finanziati c’è TANGO – Transducer Antenna for a Noiseless Gravitational Observatory, coordinato da Matteo Borghesi, ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca.

Il progetto ha ottenuto 1.499.312 euro e punta a realizzare una nuova generazione di rivelatori di onde gravitazionali molto diversi dagli enormi strumenti utilizzati oggi: apparecchi di poche decine di centimetri, capaci quindi di stare praticamente su un tavolo.

L’obiettivo è esplorare una porzione dello spettro delle onde gravitazionali ancora sconosciuta, compresa tra 100 kHz e 10 MHz. In questa regione potrebbero nascondersi segnali legati alla materia oscura, ai buchi neri primordiali o a fenomeni che le teorie attuali non sono ancora in grado di spiegare.

Per riuscirci TANGO unirà fisica delle onde gravitazionali e tecnologie quantistiche, utilizzando un cristallo di quarzo e una cavità elettromagnetica superconduttrice portati a condizioni estremamente vicine allo zero assoluto.

Con TANGO salgono a 22 i progetti ERC ottenuti dall’Università di Milano-Bicocca dal 2014.

Bocconi conquista due grant e guarda alla crisi climatica

Sono addirittura due gli ERC Starting Grant assegnati a ricercatori della Bocconi, entrambi dedicati, da prospettive differenti, alla grande questione del cambiamento climatico.

Grace Ballor, del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, guiderà EURISK – The History of Climate Risk Management in the European Union. Il progetto studierà come istituzioni europee, imprese, compagnie assicurative e tribunali abbiano cercato negli ultimi decenni di prevedere e gestire i rischi economici prodotti dal cambiamento climatico.

Matthias Rodemeier, del Dipartimento di Finanza, lavorerà invece a M4E – Market-Based Solutions for Environmental Challenges, concentrandosi sul funzionamento dei mercati creati per contrastare o compensare i danni ambientali.

Tra gli esperimenti previsti c’è anche l’utilizzo della blockchain per verificare l’effettiva riduzione delle emissioni legata ai crediti di carbonio e dell’intelligenza artificiale per aiutare imprese e consumatori a distinguere le compensazioni ambientali realmente efficaci da quelle meno credibili.

Una parte della ricerca analizzerà inoltre oltre sette milioni di consegne di cibo in Italia, incrociando il lavoro dei rider con temperatura e livelli di inquinamento per studiare sistemi di remunerazione che tengano conto anche dei rischi ambientali affrontati dai lavoratori.

Con questi due nuovi riconoscimenti salgono a 75 i progetti ERC conquistati complessivamente dai ricercatori della Bocconi.

Alla Statale di Milano si studiano giovani, anziani e disuguaglianze politiche

Parla direttamente anche alle nuove generazioni il progetto premiato alla Statale di Milano.

La ricercatrice Mathilde van Ditmars, del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, ha ottenuto 1.472.247 euro per UNEQUALGEN – Generations and Political Inequality in Ageing Democracies.

La domanda di partenza è molto attuale: cosa accade alle democrazie quando la popolazione invecchia e i giovani diventano numericamente sempre meno rilevanti?

Le nuove generazioni hanno infatti un peso elettorale inferiore rispetto alle fasce più anziane della popolazione, pur essendo quelle che dovranno convivere più a lungo con le conseguenze delle decisioni politiche assunte oggi. A questo si aggiunge una seconda trasformazione: essere giovani non significa più necessariamente trovarsi in condizioni economiche migliori rispetto alla generazione dei propri genitori.

La ricerca analizzerà sette democrazie dell’Europa occidentale, Italia compresa, per capire se e quanto le preferenze delle diverse generazioni riescano effettivamente a tradursi nelle politiche pubbliche.

Torino torna indietro di duemila anni per capire come nasce una tradizione

All’Università di Torino l’ERC Starting Grant va invece a Giulia De Cesaris, ricercatrice di Filosofia antica, per il progetto PeripaTOs – Recasting Aristotelianism.

Il finanziamento, pari a circa 1,47 milioni di euro, servirà a ricostruire un periodo ancora poco conosciuto della storia dell’aristotelismo: i due secoli successivi alla morte di Aristotele.

La ricerca proverà a capire come il pensiero del filosofo sia stato trasmesso, interpretato e trasformato prima che il corpus delle sue opere assumesse la forma che conosciamo. Un progetto di filosofia antica che affronta, in realtà, una domanda molto più ampia: come nasce e si consolida una tradizione intellettuale?

Dalle Hawaii a Trieste: quando un ERC porta i ricercatori in Italia

C’è infine un caso che racconta l’altra faccia della mobilità internazionale dei ricercatori.

L’astrofisica Thales Gutcke lascerà l’Università delle Hawaii per trasferirsi all’INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste, con un progetto condiviso con l’Università di Trieste.

Il suo SPROUT – Small Protogalaxies Revealing Origins and Unfolding into Today’s Dwarfs ha ottenuto 1,67 milioni di euro in cinque anni per studiare attraverso simulazioni avanzate la nascita e l’evoluzione delle galassie nane.

Il finanziamento consentirà soprattutto di creare in Italia un nuovo gruppo di ricerca, con l’assunzione prevista di tre ricercatori post-doc e due dottorandi.

È un esempio concreto di ciò che un grande finanziamento internazionale può significare per un’università o un centro di ricerca: non soltanto risorse per un singolo scienziato, ma nuovi laboratori, nuove competenze e nuovi posti per chi vuole intraprendere la carriera della ricerca.

Italiani fortissimi, ma molti fanno ricerca all’estero

Ed è probabilmente proprio questo il dato più interessante dell’edizione 2026.

Gli italiani sono 50 su 421 vincitori, secondi soltanto ai tedeschi per nazionalità. L’Italia, però, ospiterà appena 22 dei progetti finanziati.

Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Paesi Bassi attraggono molti più ERC Starting Grant come sedi di ricerca.

Il risultato conferma quindi due aspetti contemporaneamente: la capacità dei ricercatori italiani di competere ai massimi livelli europei e la difficoltà del sistema nazionale nel trattenere e attrarre una parte di questi talenti.

Gli ERC Starting Grant raccontano però anche qualcosa di importante a chi oggi sta scegliendo l’università o sta pensando a un dottorato: dietro la parola “ricerca” non ci sono soltanto pubblicazioni e laboratori. Ci sono finanziamenti da milioni di euro, gruppi internazionali e opportunità professionali per dottorandi, post-doc e giovani ricercatori.

E i 705 milioni messi in campo quest’anno dall’Europa sono destinati proprio a trasformare alcune delle idee di questi giovani scienziati nei laboratori e nelle scoperte dei prossimi anni.

Redazione Roma

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