TRIESTE – Clima di grande festa oggi in Rettorato all’Università degli Studi di Trieste, dove la magnifica rettrice Donata Vianelli ha accolto studentesse, studenti, dirigenti e staff del CUS Trieste e dell’Audace Sailing Team per celebrare tre risultati di particolare rilievo per lo sport universitario cittadino. L’incontro, segnato da un’atmosfera cordiale e informale, ha voluto riconoscere il valore dei successi ottenuti negli ultimi mesi e il loro significato per l’intera comunità accademica.
In apertura, la rettrice si è rivolta agli studenti-atleti con un messaggio che ha sottolineato il legame tra studio, sport e crescita personale:
«Cari ragazzi, voi siete un esempio importante del fatto che l’università non è solo studio, ma anche un vero impegno sportivo, che vuol dire anche investire sullo sviluppo e sulle competenze trasversali, grazie al team building, alla capacità di leadership, perché per vincere bisogna anche avere una capacità di leadership». Una dichiarazione che ha messo in evidenza il ruolo delle attività sportive come palestra di soft skills fondamentali anche nel mondo del lavoro.
L’incontro ha riunito tre realtà che, in ambiti diversi, hanno portato il nome dell’Università di Trieste a distinguersi: le pallavoliste del CUS Trieste, protagoniste di una stagione in crescendo; i velisti del CUS, capaci di imporsi in due importanti appuntamenti internazionali; e gli studenti dell’Audace Sailing Team, reduci da una partecipazione di alto profilo alla SuMoth Challenge 2026. Tre percorsi differenti, ma accomunati da talento, impegno quotidiano e forte spirito di appartenenza.
Particolarmente festeggiata la sezione femminile di pallavolo del CUS Trieste, che ha conquistato la promozione in Serie D regionale. Il salto di categoria è arrivato al termine di una stagione condotta con grande continuità, riportando la squadra in Serie D dopo due anni di assenza. Un risultato costruito dal gruppo guidato dal tecnico Federico Vivona e accompagnato dal dirigente Filipp Dassoni, che conferma la crescita del movimento pallavolistico universitario e la capacità delle studentesse di conciliare allenamenti, campionato e studio.
Sul fronte della vela, il CUS Trieste ha raccolto risultati di rilievo in due regate internazionali. Alla Naval Academies Regatta di Livorno, l’equipaggio universitario ha ottenuto il primo posto nella Regata Nazionale Tridente e nella categoria Under 23, dimostrando solidità tecnica e capacità di adattarsi a condizioni di gara impegnative. Successo confermato anche alla Elafiti Slalom Regata di Dubrovnik, dove gli atleti triestini hanno conquistato il primo posto tra gli equipaggi italiani e il secondo nella classifica universitaria, consolidando il proprio ruolo tra le realtà più competitive del panorama universitario.

A completare il quadro, l’Audace Sailing Team dell’Università di Trieste si è confermato tra i protagonisti della SuMoth Challenge 2026, competizione internazionale dedicata a imbarcazioni foil ad alte prestazioni e a ridotto impatto ambientale. Il team ha ottenuto il primo posto nella categoria S1 Design, il terzo posto nella categoria S2 Manufacturing e il primo posto nella categoria S3 Regatta, mettendo in mostra un mix di competenze che unisce progettazione ingegneristica, innovazione tecnologica e abilità in regata. Un risultato che testimonia come lo sport universitario possa essere anche laboratorio di sperimentazione e sostenibilità.
Il momento più simbolico dell’incontro è stato il dono che gli studenti del CUS hanno voluto fare alla rettrice: una felpa personalizzata con la scritta “La magnifica” sul retro. Un gesto affettuoso e spontaneo, che ha suscitato il sorriso di Vianelli e ha rafforzato il clima di vicinanza tra la governance d’Ateneo e gli studenti-atleti, suggellato da foto di gruppo e scambi di battute informali.
Tra uno scambio di doni e l’altro, la rettrice ha ricordato come l’Ateneo voglia continuare a sostenere chi sceglie di affiancare alla carriera accademica l’impegno sportivo, riconoscendo il valore formativo di esperienze che sviluppano senso di responsabilità, capacità di lavorare in squadra e resilienza. L’incontro in Rettorato si è così trasformato in un momento di riconoscimento istituzionale, ma anche in una celebrazione collettiva di ciò che significa essere studenti e atleti all’Università di Trieste.
Mariano Berriola



