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Scalzi e bendati per “provare” la rotta dei migranti: sulla scuola di Marostica arriva l’interrogazione a Valditara

Marco Vesperini by Marco Vesperini
18 Maggio 2026
in News
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Scalzi e bendati per “provare” la rotta dei migranti: sulla scuola di Marostica arriva l’interrogazione a Valditara

Un’esperienza educativa pensata per far riflettere i bambini sul tema delle migrazioni si è trasformata in un caso politico nazionale. Al centro delle polemiche c’è il progetto che nei giorni scorsi ha coinvolto due classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, nel Vicentino, accompagnate a Trieste per conoscere da vicino la realtà dei migranti nella rotta balcanica. L’iniziativa, organizzata nell’ambito dell’educazione civica insieme ad alcune associazioni della zona, prevedeva anche un’attività svolta in classe: i bambini, bendati e a piedi scalzi, hanno affrontato piccoli ostacoli e camminato sui sassi per provare a comprendere le difficoltà affrontate dai migranti durante il viaggio lungo la Balkan Route. Gli alunni si sono poi recati a Trieste, in piazza Libertà, dove hanno distribuito pasti caldi ai migranti arrivati in città dopo giorni di cammino.

Lo scontro politico e il video sui social

L’iniziativa ha immediatamente acceso lo scontro politico. La prima ad attaccare è stata l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, ex sindaca di Monfalcone, che ha parlato di “lavaggio del cervello in classe” accusando la scuola di aver fatto simulare ai bambini “la rotta balcanica camminando a piedi scalzi sui sassi”. Cisint – citata dal Corriere della Sera – ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Critiche anche da Fratelli d’Italia. L’europarlamentare vicentina Elena Donazzan ha denunciato il rischio di utilizzare gli studenti “per veicolare messaggi ideologici”, contestando il fatto che i bambini siano stati invitati a immedesimarsi “in clandestini costretti a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine”. Secondo Donazzan, iniziative di questo tipo rischierebbero di trasformare “la scuola in uno spazio di propaganda politica”

L’interrogazione al ministro Valditara

Nel frattempo un’interrogazione parlamentare è stata depositata anche dal deputato e vicecoordinatore veneto di Fratelli d’Italia Silvio Giovine insieme alla collega Nicole Matteoni. Nel testo si chiede di chiarire quali attività siano state svolte durante la gita, con quali autorizzazioni e quale sia stato il ruolo delle associazioni coinvolte. “La scuola deve formare cittadini liberi e consapevoli, non esporre i bambini a messaggi politicamente orientati”, sostiene Giovine. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, che ha definito l’iniziativa “una scelta particolare“, aggiungendo che “troppo spesso l’illegalità viene coperta da associazioni che di questa illegalità vivono”.

La scuola: “Condiviso e autorizzato dalle famiglie”

Dopo le polemiche, il dirigente scolastico dell’istituto di Marostica ha inviato una relazione all’Ufficio scolastico regionale spiegando che il progetto si è svolto seguendo tutte le procedure previste. L’iniziativa, viene precisato, era stata discussa in consiglio di classe, approvata dal collegio docenti e condivisa preventivamente con le famiglie degli alunni coinvolti. La scuola sottolinea inoltre che “nessun bambino sarebbe stato obbligato a entrare direttamente in contatto con i migranti: chi non se la sentiva avrebbe potuto limitarsi ad assistere alle attività”. Anche diversi genitori difendono il progetto educativo. Le famiglie confermano di aver ricevuto il programma dettagliato della gita e spiegano che era stata organizzata persino una raccolta fondi per acquistare calze da donare ai profughi. “Ci è sembrata un’iniziativa lodevole, non avremmo mai immaginato che potesse scatenare un simile putiferio”, conclude un genitore.

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