La Sapienza sceglie di dedicare l’apertura del suo 723esimo anno accademico alla memoria delle vittime delle Fosse Ardeatine. “Molte delle persone trucidate erano studenti e docenti della Sapienza”, ricorda la rettrice Antonella Polimeni, che ha voluto dedicare una parte della giornata al ricordo degli studenti e dei docenti che il 24 marzo del 1944 furono sterminati, insieme ad altri, in una efferata esecuzione da parte dalle forze nazifasciste.
“Nell’ottantesimo anniversario della fondazione della repubblica, a pochi giorni dalla festa della Liberazione del 25 aprile, continua la rettrice, Sapienza ha voluto riservare una parte della cerimonia di inaugurazione alla storia e alla memoria di quel percorso di rinascita e costruzione della democrazia nel nostro Paese, che trova le proprie radici nel passaggio tra la fine della seconda guerra mondiale e il referendum del 2 giugno. Per farlo abbiamo ricostruito il legame tra il nostro ateneo e uno degli episodi più rilevanti di quel percorso: la strage nazifascista delle Fosse ardeatine. Il mausoleo è divenuto un luogo fondato della memoria dell’Italia repubblicana, simbolo tragico sia del prezzo pagato per la libertà, sia della responsabilità collettiva nel custodirne il ricordo, monito contro gli orrori della guerra e dei regimi totalitari. Proprio in una recente visita istituzionale alle Fosse ardeatine, ho immaginato che da lì si potesse promuovere una nuova tappa nella ricerca e nella costruzione di memorie e appartenenze alla nostra comunità Sapienza”.
Il gruppo di lavoro
“Abbiamo così dato vita ad un gruppo di lavoro composto da storici, storici dell’arte, ricercatori, studenti, che in una proficua collaborazione con l’Anfim e grazie all’impegno di dirigenti e funzionari del nostro archivio storico ha recuperato diverse tracce e legami dell’Ateneo con le Ardeatine. Sempre in quest’ottica, rendiamo omaggio a chi attraverso l’arte ha mantenuto vivo il ricordo dell’eccidio, inaugurando oggi la riproduzione del bozzetto de Le tre età alle Fosse Ardeatine, del prof. Coccia e ricollocando in aula magna i busti in marmo di Leonardo e Dante da lui realizzati. Queste scelte sono parte dell’impegno più ampio che Sapienza porta avanti da anni sui temi della storia, della memoria, della solidarietà e della lotta contro ogni discriminazione, con il coinvolgimento diretto dei nostri docenti e di tanti studenti e studentesse” ha concluso la magnifica rettrice.
Alla cerimonia di scoprimento della riproduzione dell’opera di Coccia hanno preso parte i docenti Umberto Gentiloni ed Eliana Billi e i rappresentanti degli studenti in Cda Federico Romaldi e Pietro Zanaga. Gentiloni ha presentato il materiale relativo alle vittime delle Fosse ardeatine rinvenuto presso l’archivio storico di Sapienza. Foto, documenti e immagini iconografiche sono state raccolte in un volume che sarà disponibile proprio da oggi.
Il Sindaco Roberto Gualtieri intervenuto anche lui alla cerimonia di scoprimento dell’opera di Coccia ha sottolineato l’importanza delle attività di ricerca svolte e che hanno rivelato una verità meno conosciuta, ovvero, una presenza rilevante di studenti e docenti alle Fosse ardeatine: ” Questo ci consente di capire quanto fosse ferocemente determinata l’attività di soppressione della libertà di ricerca e di insegnamento da parte del fascismo”. “I regimi, ha proseguito Gualtieri, hanno paura di un’università libera e indipendente, che resta il nostro presidio fondamentale di prosperità, ma anche di libertà e democrazia.
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