Un attacco aereo ha colpito un edificio dedicato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione presso l’Università Sharif di Tecnologia di Teheran in Iran. L’istituto è considerato la principale scuola di ingegneria in Iran. Nel corso degli anni, numerosi paesi hanno sanzionato l’università per i suoi legami con il settore militare, in particolare per il suo coinvolgimento nel programma missilistico balistico iraniano, sotto il controllo della Guardia Rivoluzionaria, l’organizzazione paramilitare del paese.
“30 università iraniane colpite dai raid dall’inizio della guerra”
Il ministro iraniano della Scienza, della Ricerca e della Tecnologia, Hossein Simaei Sarraf, ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele hanno colpito 30 università in Iran dall’inizio dei loro attacchi contro il Paese, il 28 febbraio, aggiungendo che cinque professori universitari e oltre 60 studenti universitari sono stati uccisi negli attacchi. “Colpire le infrastrutture di un Paese è un crimine contro l’umanità ed è un’azione inaccettabile nel XXI secolo”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Isna.
Ultimatum di Trump: “Possiamo distruggervi”
La conferma sulla scadenza imminente dell’ultimatum all’Iran con la minaccia di distruggere il Paese “in una notte”. Donald Trump torna all’attacco contro Teheran, in una giornata scandida dal tradizionale evento di Pasqua alla Casa Bianca ma anche da una conferenza stampa fiume dai toni altissimi. Conferenza dove il tycoon ha più volte lanciato la sfida alla Repubblica Islamica sui negoziati, dopo il ‘no’ iraniano alla proposta Usa su una tregua e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Un rifiuto mal digerito dal presidente americano, che ha poi bocciato la controproposta in 10 punti giudicandola “importante”, ma anche “non sufficiente”. “Hanno fatto un passo molto significativo, vedremo cosa succederà”, le parole del tycoon. Che poco dopo, però, è passato nuovamente alle minacce.
Ed è così che, se non si arriverà oggi a un accordo per la fine della guerra che dura ormai quasi da cinque settimane, il leader Usa ha promesso a Teheran che scatenerà “l’inferno”. L’intero Paese, le parole di Trump, “può essere distrutto in una notte e quella notte potrebbe essere domani” – e cioè alla scadenza dell’ultimatum fissato alle 20 di oggi ora locale, le 2 di mercoledì notte in Italia – mentre gli Stati Uniti hanno già pronto un piano per distruggere “in quattro ore” tutti i ponti e le centrali elettriche in Iran.
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