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In Italia due milioni di laureati lavorano in impieghi sottoqualificati

Redazione Roma by Redazione Roma
10 Novembre 2025
in Università
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In Italia due milioni di laureati lavorano in impieghi sottoqualificati

In Italia sono circa due milioni i laureati impiegati in lavori sottoqualificati, un dato che evidenzia livelli di istruzione inferiori alla media europea e forti divari territoriali. Lo confermano i dati Istat presentati durante l’evento “Superare il mismatch, il lavoro che ci aspetta”, promosso da Assolavoro.

Nonostante l’occupazione sia in crescita, la distanza tra domanda e offerta di competenze continua ad ampliarsi. È il cosiddetto “mismatch”, la disconnessione tra ciò che le imprese cercano e ciò che i lavoratori possono offrire, un problema che coinvolge aziende, scuole e giovani in modo sempre più evidente.

Il presidente di Assolavoro, Francesco Baroni, ha sottolineato la necessità di passare dall’analisi alle soluzioni concrete. L’associazione sta investendo sullo staff leasing a tempo indeterminato e soprattutto sulla formazione professionale e sull’orientamento, per accompagnare i giovani verso un mercato del lavoro in continua trasformazione. Secondo Baroni, è fondamentale aiutarli a capire dove e come formarsi per acquisire competenze realmente spendibili.

Il direttore del Sistema statistico nazionale e territorio dell’Istat, Matteo Mazziotta, ha descritto il mismatch come un fenomeno complesso e multidimensionale, determinato dall’interazione di diversi fattori. In Italia la velocità con cui cresce l’informazione è esponenziale, mentre la forza lavoro invecchia più rapidamente rispetto alla popolazione generale. Il risultato è un mercato del lavoro che fatica ad adattarsi ai cambiamenti, generando squilibri strutturali tra formazione, competenze e occupazione.

Il quadro tracciato dall’Istat conferma quindi la necessità di un intervento coordinato tra sistema educativo, imprese e istituzioni per colmare il divario tra competenze richieste e competenze disponibili, con l’obiettivo di valorizzare il capitale umano e migliorare la qualità dell’occupazione in Italia.

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