CorriereUniv.it
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti
No Result
View All Result
CorriereUniv

Fino a 16 anni di carcere per chi colpisce i docenti

Mirko Bellaria by Mirko Bellaria
10 Febbraio 2026
in Scuola
A A
Par condicio in dibattiti, circolare di Valditara alle scuole

Aggredire un insegnante potrà costare fino a sedici anni di carcere. È una delle novità più rilevanti contenute nel decreto sicurezza approvato dal Governo il 5 febbraio 2026, che introduce una tutela penale più forte per docenti e dirigenti scolastici, riconoscendo la crescente esposizione del personale educativo a episodi di violenza. La misura segna un passaggio giuridico importante: le lesioni contro chi lavora nella scuola non saranno più trattate solo come fattispecie aggravate, ma diventeranno un reato specifico.

Lesioni ai docenti diventano reato autonomo

Il provvedimento interviene direttamente sul codice penale, stabilendo pene differenziate in base alla gravità dell’aggressione. Per lesioni considerate lievi si potrà arrivare fino a cinque anni di reclusione; la forbice sale da quattro a dieci anni nei casi di danni gravi e raggiunge gli otto-dieci anni fino a un massimo di sedici quando le lesioni sono giudicate gravissime.

L’obiettivo è rafforzare la protezione di una categoria sempre più spesso al centro delle cronache, tra tensioni con le famiglie, conflitti educativi e, in alcuni casi, veri e propri atti di violenza fisica.

La norma nasce da una proposta sostenuta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della sicurezza nei luoghi pubblici.

Scuola equiparata a sanità e forze dell’ordine

Una delle novità più significative riguarda l’equiparazione del personale scolastico ad altre professioni già considerate “a rischio”. Sul piano della tutela penale, docenti e dirigenti vengono ora avvicinati a figure come operatori sanitari e agenti di pubblica sicurezza.

Il riconoscimento non è solo simbolico: certifica il valore pubblico della funzione educativa e il ruolo centrale della scuola come presidio istituzionale.

Arresto immediato in caso di aggressione

Il decreto introduce anche l’arresto obbligatorio in flagranza per chi provoca lesioni a un docente o a un dirigente scolastico. Si tratta di uno strumento pensato per garantire una risposta più rapida da parte delle autorità e aumentare l’effetto deterrente della norma.

Restano inoltre applicabili le aggravanti già previste per i reati commessi con violenza o minaccia contro il personale scolastico — inclusi amministrativi e tecnici — quando l’episodio è legato all’esercizio delle loro funzioni.

Il limite della flagranza differita

Nel testo, però, manca un riferimento esplicito alla cosiddetta flagranza differita: la possibilità di arrestare un sospetto anche nelle ore successive al fatto, sulla base di prove video o fotografiche. Questo meccanismo è già utilizzato per le aggressioni al personale sanitario. L’assenza potrebbe alimentare un confronto nei prossimi mesi, soprattutto in un contesto scolastico dove molte strutture sono dotate di sistemi di videosorveglianza. Al di là dell’aspetto penale, il decreto manda un messaggio chiaro: la violenza contro chi educa non può essere considerata un episodio marginale. La scuola viene riconosciuta come spazio che lo Stato intende proteggere con strumenti più incisivi. Resta ora da capire se l’inasprimento delle pene basterà a frenare un fenomeno che, secondo osservatori e istituzioni, richiede anche interventi preventivi e un rinnovato patto educativo tra scuola e famiglie.

Leggi anche altre notizie su CorriereUniv

Seguici su Instagram, TikTok e Facebook

Mirko Bellaria

Mirko Bellaria

Articoli Correlati

Giorno del Ricordo 2026, Valditara e Bernini: “scuola e arte per custodire la memoria delle foibe”
Scuola

Giorno del Ricordo 2026, Valditara e Bernini: “scuola e arte per custodire la memoria delle foibe”

Scuola

Scadenza iscrizioni scuola 2026-2027 il 14 febbraio: come inviare le domande

Educazione alimentare a scuola, il 91% degli italiani è favorevole
Scuola

Educazione alimentare a scuola, il 91% degli italiani è favorevole

Next Post
Giorno del Ricordo 2026, Valditara e Bernini: “scuola e arte per custodire la memoria delle foibe”

Giorno del Ricordo 2026, Valditara e Bernini: "scuola e arte per custodire la memoria delle foibe"

Giorno del Ricordo, Polimeni: “Le sofferenze degli esuli non possono essere motivo di divisione”

Giorno del Ricordo, Polimeni: “Le sofferenze degli esuli non possono essere motivo di divisione”

Facebook TikTok Instagram Youtube Twitter
CorriereUniv

ALL SOCIAL SRL
P.IVA 12873291004 N.
REA RM-1406694

Menu

  • Lavoro
  • Scuola
  • Università
  • Video
  • Contatti

Link Utili

  • Privacy Policy
  • cookie
  • Mini Guide di Orientamento

© 2025 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • Scuola
  • Università
  • Lavoro
  • Video
  • Contatti

© 2025 CorriereUniv - Scuola | Università | Lavoro

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.