MILANO – Non un luogo che conserva oggetti, ma uno spazio capace di custodire idee, domande aperte e strumenti per interpretare il presente. È questa la visione del primo Museo della Filosofia al mondo, presentato oggi nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano durante l’incontro “Il primo Museo della Filosofia al Mondo. Un progetto per Milano e per l’Europa”, momento centrale degli Stati Generali dedicati al museo che verrà.
«Il Museo della Filosofia – dichiara la Rettrice Marina Brambilla – è per la Statale molto più di un progetto: è una scelta strategica che affonda le radici nella nostra identità di università capace di unire ricerca, formazione e responsabilità civile in un unico motore di cambiamento culturale e sociale. La creazione del primo museo della filosofia al mondo testimonia la nostra determinazione a offrire strumenti critici indispensabili per orientarsi nella complessità contemporanea, restituendo alla filosofia il suo insostituibile ruolo sociale».
L’incontro ha segnato l’avvio di una nuova fase di progettazione partecipata che punta a coinvolgere studenti, cittadini e comunità accademica nello sviluppo del museo. Nato sei anni fa all’interno del Dipartimento di Filosofia, il progetto è oggi il risultato di una collaborazione che abbraccia l’intero Ateneo e una rete di università italiane e internazionali, con l’obiettivo di consolidare un’infrastruttura culturale capace di dialogare anche con il panorama europeo.
Un progetto della Statale di Milano
Il museo immaginato dalla Statale si propone come un ambiente interattivo ispirato ai moderni science center: spazi dinamici in cui avvicinarsi alle grandi questioni del nostro tempo attraverso esperienze intuitive ma rigorose. I percorsi affrontano temi che attraversano il dibattito pubblico contemporaneo, dall’intelligenza artificiale alla disinformazione, dalle questioni di genere all’etica animale, fino al rapporto tra emozioni, tecnologie e corpi. Non mancheranno progetti dedicati alle scuole primarie, con laboratori pensati per i più piccoli, e iniziative sviluppate insieme al “Progetto Carcere” dell’Ateneo.
Al centro della discussione anche la ricerca di una sede stabile a Milano, destinata a trasformare il museo in un nuovo punto di riferimento per la vita culturale cittadina. «Il Museo della Filosofia è l’occasione per restituire alla cittadinanza i risultati del lavoro di ricerca della nostra comunità accademica, unendoci ai grandi progetti che fanno della città un laboratorio a cielo aperto di innovazione culturale», ha spiegato l’ideatore Paolo Spinicci.
Anche le istituzioni locali guardano all’iniziativa come a un investimento culturale necessario. In una metropoli che corre e innova, l’elaborazione del pensiero resta una delle sue ricchezze storiche, hanno sottolineato gli assessori presenti, evidenziando come la filosofia possa contribuire non solo al dibattito pubblico ma anche alla crescita del tessuto produttivo.
In un’epoca segnata da semplificazioni e disinformazione, il Museo della Filosofia viene descritto come un progetto unico nel suo genere, capace di fornire strumenti per comprendere la complessità del presente e interrogarsi sul senso delle scelte collettive. Con questa iniziativa, Milano rafforza la propria candidatura a polo europeo della riflessione contemporanea: non un museo della memoria, ma un luogo vivo dedicato alle domande che attraversano il nostro tempo.
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