Cerimonia solenne oggi all’Università di Trento, che ha inaugurato ufficialmente l’anno accademico 2025/26 alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, protagonista del doppio appuntamento istituzionale: l’intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi e l’avvio del nuovo anno per la comunità accademica.
La partecipazione del Capo dello Stato rappresenta uno dei momenti più significativi della mattinata, letta dall’ateneo come un segnale di attenzione verso il ruolo strategico dell’università nella formazione delle nuove generazioni.
Ad aprire la cerimonia è stato il rettore Flavio Deflorian, che ha accolto Mattarella parlando di “grande onore” per l’ateneo: la sua presenza, ha sottolineato, è “un riconoscimento forte per la nostra università e per l’attenzione che lei riserva a studenti e studentesse”.
Biblioteca intitolata ad Alcide De Gasperi
La mattinata si è aperta con lo svelamento della targa della Biblioteca universitaria centrale, da oggi dedicata allo statista trentino, tra i padri della democrazia europea. “La biblioteca è il luogo della conoscenza che viene custodita e tramandata, uno spazio attraversato ogni giorno dai nostri studenti”, ha spiegato Deflorian. “Associare questo luogo al nome di De Gasperi non è un omaggio formale, ma una scelta che riflette i valori della nostra comunità”.
Il rettore ha ricordato la figura dello statista come esempio di “visione morale altissima”, capace di coniugare radicamento territoriale e apertura internazionale — una sintesi che l’ateneo dichiara di voler incarnare.
Non a caso, ha aggiunto, la biblioteca deve essere letta come “un presidio di libertà”, particolarmente necessario “in un momento storico segnato da tensioni e conflitti”.

Il messaggio del rettore: pace e responsabilità delle università
Nel suo intervento, Deflorian ha lanciato anche un messaggio dal forte valore civile, collegando simbolicamente l’intitolazione alle sfide contemporanee.
“In un tempo attraversato da guerre e instabilità, come comunità universitaria dobbiamo lavorare per la pace: è un dovere”, ha dichiarato. Un passaggio che ha rappresentato uno dei punti più incisivi della cerimonia.
Richiamando il pensiero europeista di De Gasperi, il rettore ha poi ricordato come l’università sia oggi un crocevia internazionale, frequentato da giovani provenienti da tutto il mondo e accomunati dall’idea di un’Europa libera e cooperativa.
“Questa biblioteca vuole essere un ponte, non solo per gli studenti ma anche per la città”, ha concluso, auspicando che l’intitolazione diventi “memoria viva” per le generazioni future.

La cerimonia inaugurale
Dopo l’intitolazione, la cerimonia si è spostata all’Itas Forum con il tradizionale ingresso del corteo accademico sulle note del Gaudeamus Igitur.
Accanto alla relazione del rettore, hanno preso la parola i rappresentanti della comunità universitaria, mentre la prolusione è stata affidata allo storico dell’educazione Giuseppe Tognon, che ha proposto una riflessione sullo “spirito costituente” di De Gasperi e sul legame tra formazione, democrazia e responsabilità civile.
La presenza di Mattarella ha così trasformato l’inaugurazione in un momento di alto profilo istituzionale, ribadendo il valore pubblico dell’università come spazio di conoscenza, dialogo e costruzione del futuro.
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv





