Legnano si prepara a entrare nella rete delle città universitarie italiane. È stato firmato oggi, nella Sala degli Stemmi del palazzo comunale, il protocollo di intesa tra Università degli Studi di Milano, Città Metropolitana di Milano e Comune di Legnano per la realizzazione di un nuovo insediamento accademico negli spazi dell’ex Manifattura, storica area industriale destinata a nuova vita.
Il futuro polo sarà dedicato in particolare alle attività della Facoltà di Medicina e Chirurgia, rafforzando la presenza scientifica e sanitaria dell’ateneo nell’area ovest del territorio metropolitano.
Un progetto tra università e rigenerazione urbana
L’accordo nasce da una collaborazione istituzionale orientata allo sviluppo territoriale e alla valorizzazione di spazi sottoutilizzati. L’obiettivo è trasformare un ex sito produttivo in un hub di formazione, ricerca e servizi, contribuendo allo stesso tempo a una crescita sostenibile e inclusiva.
La Città Metropolitana di Milano ha svolto un ruolo di coordinamento, promuovendo un confronto stabile con gli atenei per intercettare opportunità strategiche e favorire interventi capaci di restituire valore alle comunità locali. Tra le priorità anche il tema dell’abitare accessibile per studentesse e studenti, sempre più centrale nelle politiche universitarie.
Giorgio Mantoan, consigliere delegato allo Sviluppo economico della Città Metropolitana, ha definito l’arrivo dell’università “una scelta strategica” che va oltre la formazione: significa creare un ecosistema attrattivo in cui studiare, lavorare e costruire il proprio futuro, con ricadute positive per l’intero Altomilanese in termini di innovazione e coesione.
Legnano e la svolta da polo industriale a polo della conoscenza
A rendere possibile l’intesa è stata anche la posizione della città, considerata un polo attrattore metropolitano grazie a infrastrutture, mobilità e servizi. Il progetto rappresenta un passaggio storico per il territorio, come ha sottolineato il sindaco Lorenzo Radice, parlando dell’avvio di “un nuovo capitolo nella storia di Legnano, quello di città universitaria”.
L’intervento trasformerà l’ex Manifattura — ultima grande fabbrica di filatura di cotone cittadina, fondata nel 1901 e attiva fino al 2008 — in un luogo simbolicamente proiettato verso il futuro, capace di coniugare memoria industriale e innovazione.
La strategia multipolare della Statale
Per la rettrice Marina Brambilla, il protocollo rappresenta un impegno pubblico rilevante, volto a mettere a sistema progettualità condivise in tema di rigenerazione urbana e territoriale. La disponibilità dello storico complesso, ha spiegato, consente di integrare la tutela delle memorie locali con la riqualificazione degli spazi a beneficio dell’interesse collettivo.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di ateneo multipolare della Statale, orientata a diffondere servizi, ricerca e opportunità formative oltre il centro urbano milanese.
Una presenza sanitaria già consolidata
L’università collabora già con l’ASST Ovest Milanese, che gestisce gli ospedali di Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso. Tra le attività in corso figurano la convenzione per il corso di laurea in Infermieristica a Magenta, i percorsi di tirocinio per gli studenti di Medicina e Chirurgia e la presenza di numerose scuole di specializzazione.
All’interno dell’Ospedale civile di Legnano si svolgono inoltre attività didattiche professionalizzanti e tirocini valutativi, elementi che rendono il nuovo polo una naturale evoluzione di un rapporto accademico-sanitario già strutturato.
Con questa firma, la Statale rafforza dunque la propria rete medico-scientifica e contribuisce a ridefinire il ruolo di Legnano nel sistema universitario lombardo: da città industriale a nuovo centro della formazione superiore.
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