Il tasso di disoccupazione in Italia scende al 5,6% nel mese di dicembre 2025, toccando il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004. È quanto emerge dalle stime provvisorie diffuse dall’Istat, che fotografano un mercato del lavoro in miglioramento sul piano formale, ma attraversato da dinamiche più complesse se si osservano nel dettaglio i dati su occupazione, inattività e giovani.
Nel corso dell’anno, il numero degli occupati aumenta complessivamente di 62 mila unità, mentre nel solo mese di dicembre si registra una flessione di 20 mila occupati rispetto a novembre. Gli occupati restano comunque sopra quota 24 milioni.
Meno disoccupati, ma cala l’occupazione mensile
La riduzione del tasso di disoccupazione prosegue dopo il 5,7% di novembre, ma il dato va letto insieme a un altro indicatore: il tasso di occupazione, che a dicembre scende al 62,5%. La diminuzione degli occupati mensili riguarda soprattutto uomini, lavoratori tra i 25 e i 49 anni e dipendenti a termine, mentre risultano in crescita le donne occupate, gli autonomi e i giovani tra i 15 e i 24 anni.
Sul fronte dei contratti, la flessione colpisce in particolare il lavoro a tempo determinato. I dipendenti permanenti restano sostanzialmente stabili, mentre aumentano gli autonomi, confermando una composizione dell’occupazione che si sposta lentamente verso forme meno precarie ma non sempre più tutelate.
Sale l’inattività, cresce la disoccupazione giovanile
Accanto al calo dei disoccupati (-1% nel mese), aumenta il tasso di inattività, che sale al 33,7% dal 33,5% di novembre. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni crescono di 31 mila unità, con un aumento che riguarda sia uomini sia donne. L’unica eccezione è rappresentata dai più giovani: tra i 15-24enni il numero di inattivi diminuisce.
Resta però critico il dato sulla disoccupazione giovanile, che sale al 20,5%. Un segnale che evidenzia come la riduzione complessiva della disoccupazione non si traduca automaticamente in un miglioramento uniforme per tutte le fasce d’età.
Il confronto annuo e il quadro trimestrale
Nel confronto con dicembre 2024, gli occupati aumentano dello 0,3%, con una crescita concentrata tra donne e over 50, mentre il tasso di occupazione su base annua resta invariato. Diminuiscono in modo significativo le persone in cerca di lavoro (-13,8%), ma aumentano gli inattivi (+1,3%), elemento che contribuisce a ridurre il numero dei disoccupati senza riflettere necessariamente una piena espansione dell’occupazione.
Su base trimestrale, il quadro appare più solido: rispetto al trimestre precedente, gli occupati crescono dello 0,3% (+74 mila), i disoccupati calano del 5,3% e gli inattivi aumentano leggermente (+0,3%).
La reazione politica e il nodo strutturale
Sui dati è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di “notizie positive sul fronte lavoro” e di una direzione da proseguire. I numeri restituiscono un quadro a doppia velocità: da un lato il calo storico della disoccupazione, dall’altro la crescita dell’inattività e le difficoltà persistenti per i giovani e per alcune fasce di lavoratori.
Il dato provvisorio Istat segnala dunque un miglioramento complessivo, ma pone anche interrogativi strutturali sul tipo di occupazione che cresce, sulla partecipazione reale al mercato del lavoro e sulla capacità del sistema economico di assorbire in modo stabile le nuove generazioni. Temi che restano centrali nel valutare la tenuta di lungo periodo del mercato del lavoro italiano, oltre la fotografia mensile.
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