Class action in arrivo per almeno 36 università britanniche, chiamate a rispondere legalmente dell’insufficiente livello d’istruzione garantito agli iscritti nelle fasi più acute della pandemia di Covid, fra restrizioni e didattica a distanza: livello insufficiente, secondo l’accusa, in rapporto al costo delle rette pagate integralmente anche in quegli anni.
La causa civile
La causa civile è stata affidata a un team di avvocati e potrebbe coinvolgere fino a oltre 170.000 studenti in totale, secondo quanto riporta la Bbc. L’iniziativa giudiziaria è scattata dopo un singolo precedente, portato avanti l’anno scorso a nome di circa 6000 studenti da un gruppo denominato Student Claim Group nei confronti della prestigiosa University College London (Ucl) e conclusosi con una transizione extragiudiziale: vale a dire con il pagamento di una somma di denaro concordata riservatamente per chiudere il caso senza andare a giudizio (e senza ammissione di responsabilità da parte dell’istituzione universitaria).
Universities UK, un cartello che rappresenta 140 atenei del Regno Unito, ha criticato l’azione legale collettiva avviata ora rivendicando come le università abbiano dovuto “affrontare una sfida senza precedenti” in era Covid, ritrovandosi costrette a “non poter offrire un insegnamento interpersonale nei periodi di lockdown”, ma riuscendo tuttavia a ricorrere a strumenti “rapidi e creativi tali da permettere agli studenti di completare i loro corsi di laurea”.
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