Progressi nei risultati degli studenti, diminuzione dei giovani che non studiano né lavorano e maggiore interesse per la formazione professionale. Sono i segnali positivi sottolineati da Andreas Schleicher, direttore per l’Istruzione e le Competenze dell’OCSE, durante la presentazione del Rapporto OCSE 2026, “Education at a Glance”, svoltasi il 13 ottobre al Ministero dell’Istruzione e del Merito.
All’incontro è intervenuto il ministro Giuseppe Valditara, che ha richiamato i risultati della scuola italiana e affrontato i temi della conoscenza della lingua, dell’intelligenza artificiale e degli stipendi degli insegnanti.
Schleicher: progressi nei risultati degli studenti italiani
Nella dichiarazione diffusa in traduzione italiana, Schleicher ha evidenziato il miglioramento dei risultati degli studenti.
“È positivo vedere il progresso dell’Italia nelle classifiche internazionali per quanto riguarda i risultati degli studenti. Mentre le altre nazioni stanno incontrando delle sfide, l’Italia, al contrario, sta facendo notevoli progressi nel fare in modo che più giovani ottengano risultati accademici migliori”.
Il direttore dell’OCSE ha indicato anche altri due elementi: il calo dei NEET e il cambiamento nella percezione dei percorsi di istruzione e formazione professionale.
Meno giovani che non studiano e non lavorano
“Abbiamo anche visto un buon declino nella quota dei NEET (giovani che non lavorano e non studiano)”, ha dichiarato Schleicher.
Il riferimento riguarda i giovani che non sono occupati e non partecipano a percorsi di istruzione o formazione. La diminuzione di questa quota è uno dei segnali messi in evidenza durante la presentazione, insieme ai risultati scolastici e alle scelte formative.
Nella dichiarazione fornita, Schleicher non indica una percentuale, ma sottolinea la direzione del cambiamento osservato.
La formazione professionale diventa una prima scelta
Un passaggio particolarmente rilevante per l’orientamento riguarda la formazione professionale. Secondo Schleicher, un numero crescente di giovani sceglie questi percorsi come prima opzione, anziché considerarli un ripiego.
Il direttore dell’OCSE ha collegato questa evoluzione a buoni risultati occupazionali. È un riconoscimento del valore dei percorsi professionalizzanti nel rapporto tra formazione e accesso al lavoro.
Su questo terreno si è concentrato anche Valditara, che ha richiamato il ruolo dell’istruzione tecnica nella trasformazione delle professioni.
“Nell’era dell’AI, l’istruzione tecnica diventa sempre più decisiva. Si abbatte il muro tra istruzione liceale e istruzione tecnico-professionale, aprendo nuove prospettive per la valorizzazione dei percorsi di formazione”, ha affermato il ministro.
Lettura e matematica: i risultati richiamati dal Ministero
Il comunicato ministeriale riporta 474 punti per gli studenti italiani nella lettura, contro i 461 della media OCSE. Il confronto indicato colloca l’Italia allo stesso livello della Finlandia e davanti a Francia, Germania e Spagna.
Il Ministero segnala risultati positivi anche in matematica, citando il confronto con Svezia, Stati Uniti, Germania e Francia.
“È la conferma della qualità del nostro sistema di istruzione”, ha commentato Valditara.
Lingua italiana: Valditara richiama il ruolo delle famiglie
La presentazione ha offerto al ministro l’occasione per tornare sulle misure del decreto scuola relative all’apprendimento dell’italiano.
Valditara ha sostenuto che, nelle classi con oltre il 40% di studenti stranieri con una conoscenza limitata della lingua nazionale, gli apprendimenti peggiorano sensibilmente. Ha attribuito questa lettura a rilevazioni OCSE, collegandola alle decisioni adottate dal Governo.
Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza della conoscenza dell’italiano da parte dei genitori, richiamando le misure per favorirne l’apprendimento anche nelle famiglie. Queste affermazioni costituiscono la valutazione espressa da Valditara durante l’incontro.
Stipendi dei docenti e contrattazione
In chiusura, Valditara ha richiamato l’importanza di una contrattazione separata per rendere più competitivi gli stipendi degli insegnanti, citando la sottoscrizione di tre contratti nazionali durante la legislatura.
La presentazione ha così collegato risultati degli studenti, scelte formative e condizioni del personale scolastico. Per i giovani che devono orientarsi, il messaggio evidenziato da Schleicher riguarda soprattutto il crescente riconoscimento della formazione professionale e il suo rapporto con le opportunità occupazionali.
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