I docenti con un genitore over 65, che fino al 2025/26 potevano trasferirsi derogando al vincolo di permanenza triennale nella stessa sede di servizio, potranno chiedere l’assegnazione provvisoria di un anno e avvicinarsi così al proprio familiare. A prevederlo è uno degli emendamenti al decreto Pnrr approvato dalla commissione Affari costituzionali della Camera. La modifica introduce, di fatto, un mini paracadute dopo che il nuovo contratto integrativo sulla mobilità aveva eliminato la deroga citata, confermando invece quella per i figli minori (di anni 14 però anziché 16). Ma i cambiamenti che il provvedimento introduce alla voce istruzione non finiscono qui.
Lo stesso emendamento prevede che, a partire dal prossimo anno, gli aspiranti docenti che hanno superato il concorso straordinario 2020 potranno iscriversi negli elenchi regionali annuali voluti dal ministro Giuseppe Valditara e partecipare così alle immissioni in ruolo di settembre. Salvaguardando però le prerogative degli aspiranti prof che hanno sostenuto il concorso nella stessa Regione nella quale chiedono l’iscrizione all’elenco.
I nuovi istituti tecnici
Novità in vista anche per la riforma degli istituti tecnici che arriverà al traguardo nel 2026/27. Viene precisato, infatti, che ciascun istituto tecnico potrà definire, nell’ambito della quota di curricolo affidata alla propria autonomia, il giusto equilibrio tra le diverse discipline, tenendo conto delle competenze e conoscenze che gli studenti acquisiranno al termine del percorso di studio, per rispondere alle esigenze del mondo del lavoro. Così facendo viene fornito un ombrello legislativo alla raccomandazione già inviata alle scuole nelle scorse settimane con una circolare. In un incontro con i sindacati che si è svolto ieri pomeriggio, sempre a proposito dell’istruzione tecnica, Il Mim ha assicurato che verranno previste delle cattedre interne anche inferiori alle 18 ore per evitare che il taglio di ore si traduca in un taglio agli organici.
Laboratori aperti agli esterni
Da qui a parlare degli Its Academy il passo è breve. A parte la proroga generale dal 31 marzo al 30 giugno, che consentirà di completare i nuovi laboratori finanziati dal Recovery, un’altra modifica al Dl Pnrr consente alle Fondazioni Its di poter utilizzare i laboratori anche conto terzi, rafforzando così il legame con imprese e territori. Chiaramente nei periodi in cui le strutture non servono alle attività formative dei ragazzi durante i corsi. Un ultimo ritocco in materia di scuola interessa gli istituti in lingua slovena del Friuli Venezia Giulia che vedono prolungarsi l’esclusione dal processo di demansionamento, cioè di riduzione dei posti di dirigente e capo segreteria.
Le novità per università e ricerca
Novità in vista anche sul fronte del Mur. Al rifinanziamento per 22,4 milioni del Fondo ordinario per gli enti di ricerca (Foe) – che riguarderà istituti come il Cnr, Ingv, Inaf, Infn, Ogs, Area Science Park, Inrim e la Stazione zoologica Anton Dohrn – si aggiunge il rabbocco di risorse per i dottorati delle istituzioni dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam). Con i 17 milioni stanziati per ciascuno degli anni dal 2026 al 2031 saranno finanziabili 282 borse per due di cicli di dottorato. Andando così oltre le 250 già attivate nell’anno accademico 2025/26.
Diminuiscono, infine, i vincoli per la spesa del personale universitario e regole più flessibili vengono estese anche a contratti di ricerca, incarichi post-doc e collaborazioni scientifiche. In questa direzione, tutte le risorse provenienti da finanziamenti esterni (bandi competitivi, investimenti Pnrr, programmi europei) non saranno più conteggiate nei limiti di spesa del personale. Una scelta che permetterà agli atenei di superare i tetti al numero di contratti e incarichi stipulabili a valere su risorse esterne con la possibilità di attivare più contratti senza gravare sui bilanci, favorendo al tempo stesso la capacità di attrarre nuovi fondi. O almeno questo è l’auspicio del dicastero guidato da Anna Maria Bernini.
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