Il panorama delle iscrizioni alle scuole superiori italiane conferma una prevalenza dei percorsi liceali. Nel 2026, oltre la metà degli studenti (55,88%) ha scelto un liceo, mentre gli istituti tecnici scendono al 30,84% e i professionali risalgono lievemente al 13,28%. Una conferma delle tendenze degli ultimi anni, che vedono i licei consolidare la loro attrattiva, nonostante la crescita dei percorsi professionalizzanti e la crisi di alcuni indirizzi tradizionali.
I licei battono tutti
All’interno dei licei, le scelte degli studenti delineano tendenze contrastanti. Il classico continua a perdere terreno, attestandosi al 5,20%, e l’artistico resta marginale (3,95%). Lo scientifico tradizionale cala leggermente (13,16%), mentre l’opzione scientifico-scienze applicate raggiunge il 9,75%. Crescono invece le scienze umane (7,98%) e l’economico-sociale (4,55%), confermando l’interesse verso percorsi che integrano formazione teorica e competenze pratiche. Il nuovo liceo del Made in Italy registra invece una quota minima dello 0,14%.
Le scelte variano significativamente sul territorio. Al Centro e al Sud i licei dominano: nel Lazio quasi sette studenti su dieci li preferiscono, con il classico all’8,6%. Al Nord prevale l’istruzione tecnico-professionale: in Veneto e Emilia-Romagna i licei raccolgono rispettivamente il 44% e il 46% delle preferenze, mentre in Lombardia la quota rimane sotto il 50%, con il liceo classico al 3,2%. Negli ultimi dieci anni il classico ha perso oltre il 15% degli iscritti e lo scientifico tradizionale con il latino ha registrato un calo di quasi due punti e mezzo. Al contrario, i licei delle scienze umane e, in particolare, l’opzione economico-sociale continuano a crescere, consolidando una direzione educativa più orientata a diritto, economia e competenze sociali applicabili.
Aumenta la scelta del 4+2
Il percorso quadriennale tecnico-professionale seguito da un biennio Its Academy (percorsi post diploma di specializzazione tecnica) ha registrato 10.532 iscritti, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. “Il numero crescente di istituti che adottano il modello 4+2 dimostra come la riforma, in linea con le migliori pratiche europee, offra agli studenti opportunità formative di alto livello, capaci di valorizzare talenti e inclinazioni e garantire validi sbocchi occupazionali”, ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara.
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