La coppia — nota come la “famiglia nel bosco” di Palmoli (CH) — che viveva in un casolare rurale con tre figli è ora vicina ad accettare una proposta di alloggio da parte del comune e di privati. L’offerta prevede un’abitazione gratuita in paese, più sicura e con i servizi essenziali, come alternativa a una vita in un casolare privo di impianti idraulici ed elettrici.
I genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, hanno dichiarato tramite lettera che non hanno mai rifiutato gli aiuti offerti dal Comune o da privati, e che la decisione di allontanamento dei figli è dovuta anche a incomprensioni linguistiche nella documentazione ricevuta.
Il sindaco del comune di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha rilanciato l’invito ad accettare l’abitazione “sicura, green e vicina al loro casolare”, sottolineando che l’offerta non è un favore temporaneo, ma una sistemazione stabile finché la casa originaria non venga ristrutturata.
Intanto, i nuovi avvocati della coppia preparano il ricorso contro l’ordinanza del tribunale che ha disposto l’allontanamento dei bambini, annunciando anche un progetto di lavori per rendere agibile il casolare. Le condizioni dell’abitazione — assenza di bagno, impianti, infissi e utenze — avevano spinto la giustizia a intervenire.
La vicenda potrebbe dunque evolvere in un riavvicinamento della famiglia a una sistemazione stabile, salvaguardando la possibilità di un ricongiungimento con i figli, se i genitori accetteranno l’offerta.
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