La violenta irruzione di un gruppo di manifestanti nella sede torinese de La Stampa ha suscitato una reazione immediata e compatta da parte delle istituzioni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al direttore Andrea Malaguti e all’intera redazione un messaggio di solidarietà, accompagnato da una «ferma condanna» dell’accaduto.
Una posizione altrettanto netta è arrivata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha telefonato personalmente a Malaguti per esprimere vicinanza al giornale. Meloni ha definito l’irruzione «un fatto gravissimo» e ha auspicato «una risposta unanime» contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa, ribadendo che «la libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno».
Alla lunga lista di attestazioni di solidarietà si è unito anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha condannato «con assoluta fermezza» l’intrusione e ha espresso il sostegno suo e del Senato a tutta la redazione.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha telefonato al direttore per manifestare «rammarico e disappunto», definendo l’azione del gruppo — circa cinquanta antagonisti — «gravissima e del tutto inaccettabile». Ha inoltre annunciato accertamenti approfonditi sulla dinamica dei fatti, mentre risultano già identificati una trentina di partecipanti.
Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha espresso solidarietà al quotidiano, definendo l’accaduto «inaccettabile» e sottolineando che simili episodi non hanno nulla a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente. Colpire un giornale, ha ricordato, significa colpire un simbolo della libertà di informazione, «uno dei pilastri della nostra democrazia».
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha condannato l’irruzione definendola «un atto grave e inaccettabile», ricordando che ogni redazione giornalistica rappresenta un presidio di libertà e democrazia.
Infine, anche il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha fatto arrivare la propria vicinanza al direttore, parlando di un gesto «vile e inqualificabile».
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv





