“Una speranza mille sentimenti” è il titolo della canzone interpretata da Alex Simbana, in arte El Simba, attore e rapper della compagnia Puntozero. Ma è anche il filo conduttore di un progetto speciale promosso dall’Università Statale di Milano insieme a Puntozero e all’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria.
Il videoclip, girato proprio nelle sezioni dell’IPM dove Alex ha vissuto per alcuni anni, racconta una storia di riscatto resa possibile grazie alla musica e al teatro. La presentazione ufficiale del video diventa così un’occasione per riportare l’attenzione sul ruolo dell’arte come strumento educativo e di reinserimento sociale.
Una collaborazione che dura da oltre dieci anni
Da più di dieci anni la Statale di Milano e la compagnia teatrale Puntozero portano avanti una collaborazione stabile. Puntozero, attiva da oltre trent’anni, lavora con i ragazzi del Beccaria offrendo laboratori teatrali, spettacoli e percorsi formativi.
Con il progetto “Una speranza mille sentimenti”, questo lavoro trova nuova forza: l’arte diventa ponte tra l’università, le istituzioni e il terzo settore, rafforzando il dialogo e creando opportunità concrete per i giovani detenuti.
El Simba: dal Beccaria al palcoscenico
La storia di Alex Simbana è il cuore del progetto. Dopo aver trascorso un periodo di detenzione all’IPM Beccaria, ha trovato nel teatro e nella musica una strada per ripartire. Oggi è un attore e rapper che usa la sua voce per raccontare speranza e cambiamento.
Il suo esempio è una testimonianza per tanti giovani che vivono situazioni difficili: la cultura può diventare una via di uscita, un’occasione per ripensare la propria vita e costruire un futuro diverso.
L’evento del 29 settembre
Il videoclip verrà presentato ufficialmente il 29 settembre durante un incontro che vedrà la partecipazione dell’Università Statale di Milano, della compagnia Puntozero, delle istituzioni e delle realtà del terzo settore.
Un appuntamento che vuole sottolineare come arte e formazione siano strumenti essenziali nei percorsi di recupero all’interno degli istituti penali minorili e aprire nuove riflessioni sul ruolo della cultura come motore di inclusione sociale.
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