In parallelo con l’aumento delle risorse – che sono passate dai 55 milioni del 2017, quando la no tax area per l’università è stata introdotta in Italia, ai 270 milioni del 2021, rimasti poi immutati fino a oggi – sono cresciuti anche i suoi beneficiari. A ricordarlo è stata di recente la Corte dei conti nel referto sul sistema universitario.
Le disparità economiche
Nel rielaborare i dati del Mur, i magistrati contabili hanno sottolineato forte disparità economico-finanziaria tra gli atenei del Nord, tendenzialmente più stabili, e quelli più piccoli o collocati nel Centro-Sud, dove l’indice di sostenibilità appare più fragile. Il dato si basa su fattori come la quota di Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), la contribuzione studentesca, il costo del personale e l’indebitamento. L’allargamento della no tax area ha interessato principalmente gli atenei del Meridione rispetto il Centro-Nord, dove però in alcuni atenei circoscritti, soprattutto quelli di piccole dimensioni, ha visto un aumento significativo della percentuale di studenti aventi diritto.
L’analisi aggiorna il quadro del comparto universitario alla luce dei cambiamenti post-pandemia, del rilancio tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del crescente impatto delle politiche dell’Unione Europea. In particolare, si conferma la forte disparità economico-finanziaria tra gli atenei del Nord, tendenzialmente più stabili, e quelli più piccoli o collocati nel Centro-Sud, dove l’indice di sostenibilità appare più fragile. Il dato si basa su fattori come la quota di Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), la contribuzione studentesca, il costo del personale e l’indebitamento.
La diminuzione delle risorse dopo la pandemia
Dopo l’aumento degli stanziamenti durante l’emergenza sanitaria, il FFO ha iniziato a calare dal 2023, pur con una maggiore incidenza delle componenti vincolate a obiettivi specifici come il reclutamento dei ricercatori e la no-tax area. In parallelo, si segnalano risultati positivi sull’accesso allo studio e al sistema delle borse, che ha permesso a tutti gli studenti idonei, meritevoli ma privi di mezzi, di beneficiare del sostegno pubblico e dei fondi PNRR e PON.
In termini di reclutamento, i piani straordinari hanno portato all’assunzione di oltre 9.700 ricercatori. La Corte auspica continuità e risorse adeguate per mantenere attrattiva la carriera accademica, limitando la fuga di talenti all’estero. Restano invece criticità sul fronte degli alloggi universitari, nonostante le risorse stanziate e le recenti norme che mirano ad accelerare i progetti. La Corte invita inoltre le università a un uso più efficiente dei fondi destinati all’edilizia e all’efficientamento energetico, raccomandando al Ministero dell’Università un monitoraggio più puntuale sull’avanzamento dei lavori.
Le collaborazioni con i privati e la statalizzazione delle Afam
Tra le tendenze più significative, l’aumento delle collaborazioni tra università e soggetti privati per lo sviluppo delle competenze e del trasferimento tecnologico. Tuttavia, la Corte sottolinea la necessità di verificare l’effettiva coerenza di tali partecipazioni con gli obiettivi istituzionali e di garantire un saldo finanziario positivo. Non ancora completato, inoltre, l’obbligo di bilancio consolidato per tutti gli atenei interessati.
La sostenibilità dei partenariati estesi finanziati dal PNRR dovrà essere garantita anche dopo la fase iniziale, suggerisce la Corte, che invita le istituzioni a sviluppare strategie autonome di finanziamento capaci di generare valore per la ricerca anche nel lungo termine. Attenzione anche alle università telematiche, cresciute in modo esponenziale durante la pandemia: recenti provvedimenti ministeriali puntano ora ad allinearne gli standard a quelli delle università tradizionali.Infine, la Corte richiama la necessità di monitorare con attenzione il processo di statizzazione delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), in vista di una piena armonizzazione del sistema della formazione terziaria.
Leggi anche altre notizie su CorriereUniv





