Violentano compagna di classe: al rientro a scuola vengono accolti con una festa

violentano compagna di classe

Finale Ligure – Sono rientrati a scuola accolti da una festicciola improvvisata dai compagni di classe: torta, sorrisi e abbracci per i quattro ragazzi accusati di aver abusato sessualmente di una loro compagna. Lei, invece, dopo aver denunciato i suoi molestatori, è stata costretta ad abbandonare l’istituto dove, ammette: “Tutti mi guardavano male, non mi parlavano più”.

Succede all’istituto alberghiero Migliorini di Finale Ligure. Un mese fa, ad inizio febbraio, scatta la denuncia e per i quattro ragazzi: avevano attirato una compagna di classe, 16 enne, nello spogliatoio maschile e, secondo il racconto della ragazza, la avrebbero costretta ad un rapporto orale. Poi l’indagine della Procura di Genova e l’allontanamento precauzionale dei molestatori, inviati in 4 diverse comunità di recupero.

Oggi il reintegro degli studenti a scuola, accolto dalle feste dei compagni: “E che male c’è? Sono i nostri amici, sono tornati a scuola – Hanno commentato i ragazzi dell’Istituto alberghiero – Quel che è accaduto sarà chiarito, ma a noi non interessa. Noi siamo contenti che siano tornati. È per questo motivo che li abbiamo voluti salutare così”.

Ma la stessa accoglienza non è stata riservata a tutti i protagonisti di questa vicenda: la ragazza che avrebbe subito le molestie, infatti, confessa di aver vissuto quest’ultimo mese in un ambiente scolastico estremamente difficile: “Mi hanno trattato quasi tutti come se la colpa fosse mia”, ha confidato ai giornalisti. Un senso di colpa che l’ha costretta, alla fine, a lasciare l’istituto e iscriversi in un altra scuola.

Sulla particolare accoglienza riservata ai ragazzi accusati di molestie il dirigente scolastico e i docenti del Migliorini non hanno voluto lasciare nessun commento. Un’atteggiamento ribadito anche dal legale della ragazza molestata, l’avvocato Maria Teresa Bergamaschi: “Dopo quello che è accaduto – incalza l’avvocato – mi sarei aspettata che qualcuno della scuola si facesse almeno vivo con la famiglia della ragazza. Non è avvenuto, nessuno ha pensato fosse il caso di dare almeno, dico almeno, una telefonata”.

 

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