Verso lo sciopero del 30 ottobre

sciopero.jpgUn’altra settimana di contestazioni: un denso programma – di occupazioni, sit-in, agitazioni, lezioni in piazza – che mira a bloccare l’approvazione definitiva (prevista per mercoledì 29 ottobre) al Senato del decreto Gelmini. Una protesta generalizzata che sta interessando praticamente tutta l’Italia, ma le iniziative portate avanti nella Capitale (come quella di venerdì scorso alla Festa del Cinema) trovano maggiore eco mediatico.
Iniziative romane. Oggi gli studenti romani faranno lezione al Colosseo. Per contrastare l’approvazione al Senato, i Cobas hanno organizzato una manifestazione a Piazza Navona, a pochi passi da Palazzo Madama, a partire dalle 17 di martedì 28. L’iniziativa proseguirà senza sosta fino al mattino dopo quando è prevista la votazione. La Rete degli studenti lancia lo slogan «Avanziamo dei diritti» ed annuncia che in tutta Italia «ci saranno scioperi e notti bianche, che si concentreranno ancora una volta nei giorni di approvazione del decreto 137 al Senato. Dopo lo slittamento ottenuto il 23 ottobre, cercheremo ancora una volta di bloccare i lavori parlamentari».
Giovedì: “Sciopero”. Ma l’appuntamento clou delle proteste è per giovedì 30 ottobre, giorno in cui – in tutta Italia – sciopererà il personale della scuola e si terrà a Roma la manifestazione di docenti, studenti medi ed universitari contro il progetto governativo.
Politici e sindacati. Per il leader radicale, Marco Pannella, «la rivolta di professori e studenti è in realtà una rivolta contro la finanziaria di Tremonti, quella da otto minuti». Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, invita il governo a «far parlare le famiglie, far dire loro cosa vogliono». Anche il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, auspica l’avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali e la sospensione del decreto. Lapidario il commento di Antonio Di Pietro (Idv): «Ci hanno fatto vedere il grembiulino, il voto in condotta, ma si sono fregati la polpa, cioè otto miliardi di euro».
Un decreto discusso (anche a destra). Contro i provvedimenti del governo sulla scuola si è espresso anche il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), la cui assemblea ha votato una mozione che boccia senza appello i decreti Gelmini: «I contenuti non sembrano essere il frutto di un chiaro e coerente disegno pedagogico». Teodoro Buontempo, presidente de La Destra, giudica «inquietante il silenzio dell’organizzazione giovanile di An di fronte alle sprovvedute iniziative della Gelmini e alle dichiarazioni del tutto irresponsabili di Silvio Berlusconi».
Atenei sotto esame… e all’asta. Degli sprechi nelle università ha parlato il ministro Renato Brunetta: «Ci sono i baroni universitari, i corsi universitari per appena 10 studenti e così via». Proteste senza sosta anche negli atenei. Gli studenti dell’Università romana Tor Vergata hanno provocatoriamente messo in vendita, per appena un euro e 50 centesimi, sul sito eBay la propria università. Sempre gli studenti di Tor Vergata ieri hanno raggiunto la centrale Piazza dei Cinquecento, a Roma, in camice bianco e libri in mano. Una protesta creativa che ha l’obiettivo di «far conoscere alla popolazione il tragico futuro dell’università italiana».
Manuel Massimo

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  1. studenti, anche minori che stronzeggiano senza capire un ciospolo di quello che fanno. il governo che taglia il3% e loro che parlano di futuro. nn si proclamano politicizzati poi si ammazzano di botte. vorrei vedere i libretti di tutti questi difensori della giustizia fancazzisti. a calci vanno presi, altro che dialogo!

  2. vorrei, fortissimamente vorrei, il ministro gelmini in classe, come maestro unico o prevalente, a dare lezioni ad un gruppo di 28 bambini di circa 6 anni, che non hanno alcuna conoscenza dell’ arte del leggere e dello scrivere e soprattutto non hanno alcuna regola dello stare insieme, perchè, ancora accade ve lo assicuro, molti di questi non hanno mai frequentato la scuola dell infanzia, quindi, piangono ,vogliono la mamma e non riescono a stare seduti, ne in silenzio per più di 3 minuti.

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