Vent'anni di solitudine

A vent’anni dal tragico evento, la stampa cinese ancora nasconde, ancora fa fatica a parlarne, ancora non ci dà un dato preciso sulle morti di centinaia e centinaia di studenti. Studenti proprio come noi, che in Piazza Tiananmen nulla chiedevano se non legalità. Ragazzi a cui venne negato il diritto di dialogo con le autorità, la cui voglia di relazione con il governo li ha portati ad un atroce scontro fatto di scioperi della fame, di sangue, di lotta, di morte.
I ragazzi dell’università di Pechino erano uniti e fermi nel voler creare un dialogo costruttivo e soprattutto produttivo, ma come troppo spesso accade ciò che è giusto per lo studente non lo è per l’istituzione, come troppo spesso accade le menti brillanti vanno fermate perché portano alla verità. E le accuse di corruzione da parte degli studenti erano chiare. Erano diventati troppo scomodi lì, nella piazza, a gridare le loro ragioni. Così aprire il fuoco deve esser sembrata la soluzione più semplice e indolore per il governo.
Difficile poter trovare una giustificazione ad un comportamento tanto vile, non si sta parlando di mille anni fa, non è storia da medioevo, stiamo parlando della fine degli anni ottanta. Mentre si abbatteva il Muro di Berlino, mentre in Cile c’erano le prime elezioni democratiche, mentre cadevano i regimi comunisti, a Pechino ragazzi giovanissimi stavano morendo per mani dell’esercito perché accusati di rovesciare il governo.
Il dato più aberrante è che oggi nel 2009, in Italia così come nel resto del mondo, c’è sempre spazio per il reality, per il programma dozzinale, per la velina o letterina mezza nuda, ma nessuno si è preoccupato di dedicare anche solo un minuto di silenzio per coloro i quali sono morti per un’idea.
Trovarsi davanti a quattro carri armati, guardare la fine dritta negli occhi e sapere che forse mai nessuno ti ricorderà ti fa sentire sulle spalle vent’anni di solitudine.
Martina Gaudino

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  1. e che dire…che la scrittrice è mia amica olèèèè, ed è bravissima! bello l’articolo, stupenda la chiusura, poche parole ma che vanno dritte al significato! brava marty!

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