Vacanze, la reazione degli studenti: "Dichiarazioni di Poletti allucinanti"

“Le dichiarazioni del Ministro Poletti sono allucinanti” – commenta Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “Poletti sembra voler invitare gli studenti a lavorare d’estate, preferendo lo sfruttamento alla formazione. Scaricare cassette in un magazzino non è un’esperienza formativa e purtroppo tanti studenti compiono già lavori sotto sfruttamento e senza alcuna valenza formativa per potersi mantenere. Noi siamo a favore di un modello di alternanza realmente di qualità, che può essere messo in opera anche nell’arco di qualche settimana estiva attraverso una opportuna revisione delle sospensioni didattiche nel corso dell’anno scolastico. Ma per fare ciò sono necessari ingenti finanziamenti, in grado di cambiare radicalmente l’attuale modello. Il Governo privilegia gli slogan e il lavoro gratuito tramite lo strumento dell’apprendistato che noi rigettiamo”.
Eccolo, durissimo, il commento degli studenti alla proposta del ministro Giuliano Poletti di ridurre i mesi di vacanze estive. In una nota inviata al Corriere dell’Università l’Unione degli Studenti esprime tutto il suo dissenso: “Noi pensiamo che i percorsi di alternanza debbano essere normati da uno statuto delle studentesse e degli studenti che tuteli e garantisca realmente gli studenti per evitare che le esperienze di alternanza si configurino come prestazione di manodopera gratuita. Sarebbe necessaria una copertura assicurativa adeguata e un numero di tutor sia aziendali sia scolastici reale e gli studenti dovrebbero poter partecipare alla stesura dei concordati tra le scuole e le aziende e poter scegliere in quali aziende fare l’alternanza scuola lavoro.” – continua Lampis – “Sarebbe necessario creare una commissione paritetica tra studenti e docenti che si occupi della stesura dei concordati, della scelta delle aziende e degli obiettivi formativi. Se infatti lo scopo dell’ASL non è insegnare “la mansione”, ma delle competenze e delle capacitazioni di saper fare, non è indispensabile sviluppare necessariamente i percorsi nelle aziende, ma sarebbe possibile mettere le scuole in un rapporto proficuo con tutto il territorio.”

“E’ altresì necessaria – concludono gli studenti – la definizione da parte del MIUR di un codice etico che permetta l’alternanza scuola-lavoro solo in aziende qualificate, che hanno esperienza formativa nell’ambito del life long learning e che rispondano a precisi principi ambientali e norme anticorruzione. E’ infine necessario potenziare il fondo di mobilità, per permettere anche agli studenti delle Regioni più periferiche di svolgere esperienze di alternanza senza sopportare costi ingenti per le famiglie”.
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